Turismo: la nuova Guida ai 215 locali storici d’Italia, anche su app

Milano, 21 giu. (AdnKronos) – In media hanno 180 anni di storia a testa, per un totale di quasi 40mila. Sono i 215 locali storici d’Italia raccontati dalla nuova edizione dell’omonima Guida, per la prima volta anche in formato app. “Sono centinaia gli aneddoti sui grandi della storia, uniti da un comun denominatore: il buon gusto”, sottolinea Enrico Magenes, presidente dell’associazione Locali storici. “Storie che, partendo da cibo, bellezza e ospitalità italiana incrociano in modo trasversale quelle del paese: dal dominio straniero all’unità d’Italia, al boom, dalla commedia dell’arte, al futurismo al neorealismo”.
I 215 locali storici d’Italia rappresentano i più antichi alberghi, ristoranti, pasticcerie-confetterie-caffè letterari e fiaschetterie protagonisti della storia d’Italia, sedi di eventi importanti o ospiti di personaggi illustri. Con almeno 70 anni di esercizio, i locali devono avere ambienti e arredi originali (o comunque che testimonino le origini del locale) ma anche presentare cimeli, ricordi e documentazione storica sugli avvenimenti e sulle frequentazioni illustri.
“L’Italia è storia, cultura ed enogastronomia”, afferma Gian Marco Centinaio, ministro delle politiche agricole, oggi alla presentazione della guida a Milano. “L’obiettivo che dobbiamo avere – dice – è da un lato offrire servizi, ma soprattutto fornire esperienze di viaggio diverse. Chi viene in Italia viene per vivere un’ esperienze turistica diversa rispetto alla vita che fa nel proprio paese. I locali storici – sottolinea – devono diventare i nostri ambasciatori per questa tipologia di turismo, ma lo devono diventare anche per gli italiani e permettere ai nostri connazionali, quando girano l’italia o quando visitano e vivono la propria città, di poter andare in posti che li rendano orgogliosi del luogo dove vivono o dove stanno facendo quella vacanza. Vuol dire – conclude il ministro – essere orgogliosi della nostra storia, delle nostre tradizioni e delle nostre abitudini e di chi ci ha lasciato tutto questo”.
Si va dalla torta paradiso, firmata dal pavese Vigoni, medaglia d’oro all’esposizione internazionale nel 1906, alla pastiera da record del caffè Gambrinus di Napoli, dove la classica ‘tazzulella’ di caffè lancia la sfida al nord, raccolta ad ovest dal caffè Al Bicierin di Torino, apprezzato da Alexandre Dumas, Giacomo Puccini, Friedrich Nietzsche e Italo Calvino, e ad est al caffè Florian dalla miscela ‘Venezia 1720’. Non mancano le prime volte, come quella dell’aperitivo, inventato al caffè Camparino in Galleria Vittorio Emanuele a Milano all’inizio del novecento, o del discusso gelato da passeggio, novità lanciata negli anni trenta dal caffè Fiorio di Torino.
Tra gli aneddoti più curiosi, il record per atti vandalici subiti nel 1987 dal caffè Camparino di Milano, le cui vetrine furono vittime di dimostrazioni politiche per ben 87 volte, ma anche la lista dei debitori del bar Jamaica, sempre a Milano, che nel 1922 vide l’allora direttore del ‘Popolo d’Italia’, Benito Mussolini, abbandonare il locale senza saldare il conto.
Nella classifica delle regioni, al primo posto per tasso di storicità si trova il Veneto, con 35 locali, seguito dalla Lombardia, con 32 locali, seguono la Toscana con 28, il Piemonte con 22, la Liguria con 21 e la Campania con 20. Sul fronte delle province, Venezia è in testa con 19 referenze, seguita da Genova a quota 17, mentre Torino e Napoli, entrambe a 15, dividono il terzo posto subito prima di Milano e Firenze, con 14 locali.