Libra: luci e ombre della ‘moneta’ di Fb, punta a 1,7 mld utenti /Adnkronos

Roma, 19 giu. (AdnKronos) – (di Laura Valentini) – La nuova criptovaluta di Facebook, Libra, mira a raggiungere 1,7 miliardi di persone che sono prive di servizi finanziari, tuttavia non è un attacco al sistema bancario con cui anzi il gigante di Menlo Park dice di voler collaborare. E’ in sintesi il commento che giunge dagli esperti del Politecnico di Milano nel ‘day after’ del lancio da parte di Fb di quella che a tutti gli effetti una ‘stablecoin’ visto che Libra per evitare problemi di volatilità è vincolata a più valute. Proprio questo aspetto potrebbe però creare un’altra problematicità, come segnala l’esperto della task force del Mise sulla Blockchain e co-founder di Chainside, Federico Tenga, secondo cui uno squilibrio potrebbe risiedere nel rapporto di Libra con i mercati emergenti.
“Libra ha deciso di usare come riserva per la sua valuta un paniere di monete e titoli di stato di paesi del primo mondo. La conseguenza di questa scelta – osserva il manager di Chainside – è che se Libra verrà adottata in paesi in via di sviluppo, dove può essere più utile, ci sarà di fatto un flusso di risorse finanziarie da paesi del terzo mondo verso i paesi sviluppati i cui titoli di stato sono inclusi nel paniere”.
Questo “potrebbe indispettire i governi dei paesi che si troverebbero svantaggiati e causare possibili ‘ban’ in alcuni mercati emergenti”. Se cosi’ non fosse Libra potrebbe essere un successo a livello globale, il che potrebbe essere positivo anche per i bitcoin “in quanto la similitudine delle tecnologie su cui sono basate – sottolinea ancora Tenga – permetterebbe una transizione più semplice per gli utenti tra un sistema semi-centralizzato come Libra e un sistema perfettamente decentralizzato come Bitcoin”.