Lazio, clamoroso affondo di Lotito: “il Milan su Tare? Nessuno mi ha chiamato, ognuno ha il suo stile”

Cafaro/LaPresse

Il presidente della Lazio ha parlato della permanenza di Inzaghi e Tare, lanciando anche una frecciatina al club rossonero

Quindici anni alla guida della Lazio, un arco temporale nel quale il presidente Lotito ha regalato gioie e soddisfazioni ai tifosi biancocelesti. L’ultimo successo è recentissimo, la Coppa Italia vinta contro l’Atalanta che darà la possibilità alla squadra di Inzaghi di giocarsi la Supercoppa contro la Juventus.

Fabrizio Corradetti/LaPresse

L’allenatore sarà al suo posto in panchina in quell’occasione, così come Tare che ha deciso di rimanere nonostante la corte del Milan. Sulla questione, Lotito è intervenuto ai microfoni della Gazzetta dello Sport: “nessuna fatica, era naturale che restassero. Sono qui da tanti anni e i rispettivi cicli non sono certo finiti. Per Tare non sono stato interpellato e la cosa non mi è piaciuta, noi non ci saremmo mai permessi di contattare un tesserato di un altro club. Ma ognuno ha il suo stile. Scelta logica la sua, in questo momento la Lazio è una società più strutturata di quella rossonera. E poi qui il lavoro che ha da fare sarà sempre maggiore. La Lazio è una società dalla catena corta, qui si lavora bene. Oltre a Tare e Inzaghi c’è anche Peruzzi. Sono felice che anche lui resti. Tare voleva continuare a giocare. Gli dissi: ‘Ti rinnovo il contratto, ma per fare il d.s.’. Restò incredulo, ma sin dal primo giorno dimostrò che la mia scelta non era sbagliata. In quanto a Inzaghi, il suo arrivo sulla panchina parte da lontano. Quando accettò di spalmare il contratto gli dissi: ‘Cosa vuoi fare quando smetti? L’allenatore? Ti darò questa possibilità’. Poi lui si è meritato tutto“.

LaPresse/Marco Rosi

L’ingaggio dopo l’addio di Bielsa, con cui il rapporto fu burrascoso: “col tecnico argentino non c’era dialogo. Chiedeva giocatori e il giorno dopo cambiava idea. Alla fine non ressi più e gliene dissi quattro. Lui protestò: ‘Non sono mai stato trattato così da nessuno’, gli risposi: ‘Io non sono nessuno, sono Claudio Lotito’. Finì lì. Chiami subito Inzaghi, era a Milano Marittima e gli dissi che doveva firmare il contratto. Pensava fosse quello della Salernitana. L’organico è cresciuto, giusto porsi obiettivi ambiziosi. Ricordando che il divario economico con certi club è enorme. Per colmarlo servono idee e organizzazione. Il piazzamento in campionato non è consono al valore della squadra. Però il giudizio sull’annata resta ottimo. Con il minimo sforzo abbiamo ottenuto il massimo risultato, grazie alla Coppa Italia“. Il discorso poi si sposta sul mercato: “alla Lazio teniamo solo chi ha il piacere di restare. Se Milinkovic manifesterà l’intenzione di intraprendere nuove avventure non ci opporremo. Le trattative non si fanno sui giornali, mi limito a ricordare che è stato giudicato il miglior centrocampista della Serie A. Luis Alberto resta? Vediamo. Se c’è una cosa che nel mondo del calcio non manca sono i giocatori“.

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About Ernesto Branca (29520 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 6 ottobre 1989, è un appasionato di sport. Laureato nel 2015 in Giurisprudenza, scrive per SportFair dal 2015.


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