Fisco: Comune Milano non aderisce a pace fiscale, ‘è un condono’ (2)

(AdnKronos) – Tra il 2017 e il 2018, la Tari, che rappresenta il tributo più consistente del bilancio comunale, è stata evasa per 84,3 milioni di euro su 600 milioni di euro dell’imponibile totale su due anni. Il suo recupero è stato di 35,5 milioni. Le stime del Comune prevedono che nel triennio 2020-2023 l’evasione tributaria in generale si attesterà a 260 milioni di euro (210 solo per Imu e Tari e 50 milioni per Imposta di soggiorno, sulla pubblicità (ICP) e sull’occupazione di suolo (Cosap). Il recupero previsto sarà di 104 milioni, 5 in più rispetto al triennio in corso, ovvero il 40% di riscosso sul totale rispetto al 37% ottenuto fino ad oggi.
L’impegno per il recupero dell’evasione è stato intensificato e per la prima volta il Comune ha iniziato a pignorare somme di denaro dai conti correnti degli evasori. Nell’anno in corso sono state emesse 1.180 notifiche ad altrettanti soggetti debitori. Si tratta di una somma di evasione complessiva di 3,4 milioni. Per il momento le notifiche hanno dato esito positivo in 207 casi che hanno iniziato a saldare il dovuto per un incasso ad oggi di 381 mila euro.
“Un governo serio – prosegue Tasca – dovrebbe muoversi con la stessa determinazione e fornire agli Enti Locali gli strumenti più adeguati per consentire la riscossione delle somme evase. Siccome criticare è facile, mentre costruire è difficile, facciamo tre proposte semplici al governo per partire verso una vera ‘pace fiscale'”. Ecco quali: l’accessibilità dell’Archivio unico informatico dello Stato ai comuni per consentire loro il pieno accesso alle informazioni sui contribuenti. La semplificazione delle procedure per consentire ai comuni di non doversi avvalere degli ufficiali di riscossione, per i quali non vengono fatti concorsi statali da anni.