Ashleigh Barty, miracolo a Parigi! Dal ritiro sotto antidepressivi al cricket: torna da n°623 al mondo e vince il Roland Garros

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Ashleigh Barty realizza il sogno di una vita. Da giovane si era ritirata poichè finita in depressione a causa delle troppe pressioni, aveva iniziato a giocare a cricket prima di tornare da n°623 al mondo e vincere quest’oggi il Roland Garros

A volte per realizzare un sogno non basta una vita intera, a volte serve poco più di un’ora, facciamo 72 minuti. È il tempo in cui Ashleigh Barty ha vinto la finale del Roland Garros femminile, battendo in due set (6-1 / 6-3) Marketa Vondrousova. Per la tennista australiana, di origini aborigene, è la prima vittoria Slam in singolare, coincisa con la prima finale. Da lunedì sarà numero 2 al mondo, lei che fino a 3 anni fa di tennis non ne voleva più sentir parlare.

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La storia di ‘Ash’ è a dir poco sorprendente. Inizia a giocare a tennis da bambina, dimostrando un talento naturale fuori dal comune. Nel 2011, a soli 15 anni, sbaraglia ogni avversaria e si porta a casa Wimbledon Junior, vincendo poi la Fed Cup juniores con le giovani compagne dell’Australia. Un bel biglietto da visita per una ragazza così giovane. Forse troppo. Barty crolla lentamente sotto il peso della pressione. Gli standard si sono alzati troppo presto, il professionismo è stata una conseguenza naturale, ma lo stesso non si può dire del suo adattamento al circuito maggiore. Sconfitte, frustrazione insicurezza: nella giovane australiana germoglia il seme oscuro della depressione.

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Nel 2014 Barty posa la racchetta e prende in mano i farmaci antidepressivi. Addio al tennis a tempo indeterminato, forse per sempre: “ho vissuto un incubo, non era quello che volevo. Mi sentivo un robot, anche perchè è successo tutto troppo in fretta. Sono passata dall’essere una sconosciuta a vincere Wimbledon, i media mi hanno distrutto e io non ho saputo gestire la pressione”.

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Nei due anni di pausa inizia a giocare a cricket, si dà alla meditazione insieme a sua zia, fa pace con se stessa e si approccia allo sport con maggiore leggerezza e una ritrovata solidità mentale. Nel 2016 torna al tennis da numero 623 al mondo ed inizia la scalata. Nel 2017 vince il Malaysian Open, nel 2018 Nottingham e l’Elite Triphy di Zhuai, mentre nel 2019 trionfa a Miami. Parallelamente, tanto per recuperare il tempo perduto lontano dal tennis, vince anche in doppio i prestigiosi titoli degli Internazionali d’Italia (2 volte), il Miami Open e la Rogers Cup.

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Arriviamo al presente. Il Roland Garros iniziato con qualche fastidio al braccio che l’aveva fermata a Strasburgo, il tabellone che si svuota via via delle top player: fuori Osaka, Serena, Halep e tutto il resto delle migliori 10. Resta solo lei, la numero 8, con il ranking più alto. Soffre e batte Anisimova, la sua versione più giovane (17 anni), in semifinale al terzo set. Supera Vondrousova nell’ultimo atto sul campo centrale. Gli sforzi di una vita, il sogno che si realizza dopo essersi guardata dentro e aver capito che in fondo, per quanto possa essere ‘lo sport inventato dal diavolo’, il tennis è anche la cosa più bella del mondo, soprattutto da campionessa, sulla terra rossa del Roland Garros.

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About Mirko Spadaro (17979 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 9 agosto 1993 è un esperto di basket e calcio, ama tutti gli sport a 360 gradi. Scrive su SportFair dal 2016


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