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Moretti si ritira: il difensore 37enne lascia dopo 600 partite da professionista, domenica l’ultima contro la Lazio

Emiliano Moretti ha annunciato il ritiro dal calcio giocato. Il difensore 37enne, da 6 stagioni al Torino, giocherà la sua ultima partita domenica contro la Lazio. “Ho provato a prepararmi un discorso, ma non ci sono riuscito. Domenica prossima sarà l’ultima volta che mi vestirò da calciatore“, ha detto Moretti, visibilmente emozionato, dando l’annuncio del suo addio al calcio in un incontro con la stampa allo stadio Olimpico Grande Torino, alla presenza del presidente granata Urbano Cairo, dell’allenatore Walter Mazzarri e di tutti i suoi compagni di squadra.

Marco Bucco/LaPresse

Sono contento perché chiudo una parentesi importante e bellissima della mia vita. La chiudo cosciente di stare ancora bene e ringrazio presidente e mister per aver tentato di convincermi a non smettere“, ha aggiunto Moretti, dicendosi pronto a iniziare una nuova avventura da dirigente ma sempre con i colori granata.

Con il presidente si è parlato di rimanere in società. Io credo che un calciatore, per quanto possa aver avuto una carriera più o meno importante, non è automatico che poi sia bravo anche in altri ruoli. Per me avere questa opportunità e partire da zero è stupendo. Per me imparare è un piacere. Il mio compito sarà quello di mettermi a
disposizione in un’altra veste, ma sempre con la voglia di crescere“.

Moretti ha iniziato la sua carriera da giocatore alla Lodigiani e ha poi indossato le maglie di Fiorentina, Juventus, Modena, Bologna, Valencia e Genoa prima di approdare al Torino. Domenica contro la Lazio giocherà la partita numero 601 da quando è professionista.

Abbiamo provato tutti a convincerlo a non smettere. Lui è molto diplomatico e non ha svelato subito le sue intenzioni, poi l’altro giorno in treno con il mister ci siamo messi a parlare e ci ha confessato che, nonostante fossero sei mesi che la moglie cercava di convincerlo a non smettere, aveva deciso di ritirarsi dal calcio giocato“, ha rivelato il presidente Cairo. “Mi dispiace molto perché con lui c’è un rapporto bellissimo, nato sei anni fa e cresciuto nel tempo. E’ un ragazzo eccezionale“, ha aggiunto Cairo.

Ci teniamo che rimanga con noi in società: è una persona di grandissime qualità umane e tecniche. Studierà da dirigente e cercherò di coinvolgerlo in tante situazioni. Sarà fondamentale per noi anche lontano dal terreno di gioco. Con l’umiltà che lo contraddistingue –ha concluso- sono sicuro che potrà diventare un dirigente di alto livello“. (Spr/AdnKronos)

 

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