Marotta
Fabrizio Corradetti - LaPresse

Durant el’evento ‘Le Sfide del calcio italiano’, Giuseppe Marotta, ad dell’Inter, ha sottolineato l’importanza di snellire la burocrazia che consente alla squadre di avere lo stadio di proprietà, ormai esigenza imprescindibile per qualsiasi club

Bypassare gli step burocratici per costruire gli stadi, la serie A contribuisce per 800milioni di euro di gettito fiscale, bisogna pensare a sistema di defiscalizzazione per questi investimenti“. Lo ha dichiarato Beppe Marotta, ad dell’Inter, oggi a Venezia durante l’evento “Le sfide del calcio italiano”, organizzato dall’università Ca’ Foscari di Venezia. Il manager interista ha quindi portato la sua esperienza vincente alla Juventus: “Quando ero alla Juve ho assistito al passaggio di stadio, al di la dei benefici, lo stadio oggi è il 12mo uomo in campo. La Juve ha registrato un incremento di tre volte dei ricavi con lo stadio di proprietà. Da 15 milioni si è passati a 45, per arrivare l’altr’anno a 58. Questi 58 milioni sono però un terzo del Real Madrid e Barcellona che oltrepassano i 150“.

Quindi Marotta ha proseguito: “Oggi è un’esigenza assoluta quella di costruire nuovi stadi, serve una svolta nel percorso di esigenza, non c’è la necessità di grandi stadi, ma devono diventare poli di aggregazione, lo stadio oggi deve esser vissuto quotidianamente. Serve lungimiranza nella proprietà“. Marotta da ultimo ha quindi, dopo aver ricordato con piacere i trascorsi al Venezia Calcio, quando ottenne la promozione dalla B alla A, affermato: “Ho assistito nella mia esperienza al cambio di modello, da un’epoca in cui c’era un mecenatismo legato alle squadra, con un imprenditore che regalava emozioni forti al territorio, ad un modello di business simile ad una media company, con fenomeni rilevanti riportate anche dalla Panini: una volta c’erano tre righe di organigramma, oggi è diverso“. (Tbo/AdnKronos)