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Il centrocampista della Roma ha parlato del suo addio al club giallorosso, sottolineando la sua voglia di continuare a giocare

Farei scelte diverse su episodi quotidiani, alcune cose dette o fatte di campo. Qualche cartellino rosso per esempio. Ma per quanto riguarda la mia fedeltà alla Roma non cambierei una virgola“. Lo dice il capitano della Roma, Daniele De Rossi, in conferenza stampa dopo la decisione del club di chiudere il rapporto con il giocatore al termine di questa stagione.

Luciano Rossi/AS Roma/LaPresse

Per l’addio mi sono preparato mentalmente senza immaginarmi nulla. Un addio sarebbe stato comunque difficile anche se avessi deciso io in primis. Non ho rancore verso la società, ma qualche piccola diversità di vedute c’è stata. Io avrei continuato, ma devo accettare le loro scelte. Guido Fienga dice che sarei un bravo dirigente? Se lo fossi stato avrei certamente rinnovato il contratto a uno come me. Ma sono sereno nell’accettare questa decisione del club. Con una bacchetta magica metterei qualche coppa nella mia bacheca, ma questo è impossibileI tifosi hanno dimostrato negli anni di tenere tanto a me. Io ho fatto la stessa cosa, non ho cambiato mai la Roma, nemmeno per un’ipotetica coppa. Ho avuto possibilità di andare in altre squadre, potenzialmente, capaci di vincere più della Roma. Ha sempre vinto sempre il grande amore che c’è stato e penso durerà. Non escludo che da ex calciatore andrò allo stadio per tifare i miei amici“.

AFP/LaPresse

Il centrocampista italiano poi prosegue, non lesinando qualche stoccata alla Roma: “altre squadre? Non ho voluto informarmi, non ho voluto distrarre la squadra dalla corsa Champions. Ora non ho direzioni particolari per il futuro, ma io mi sento ancora calciatore e ho ancora voglia di giocare a calcio. La proposta di rimanere nel club da dirigente l’ho saputa da poco. Durante l’anno ho sempre parlato poco del futuro. Ringrazio l’ad Guido Fienga per l’offerta e per come mi ha trattato in questi mesi dal suo arrivo nella società. Ho sempre detto che potrebbe piacermi fare l’allenatore: è una mia sensazione. Il dirigente non mi attira totalmente, ma qui a Roma tutto potrebbe avere un senso diverso. La mia sensazione è che sia difficile incidere per davvero sul club. Lascio questo compito a Francesco sperando assuma sempre più importanza anche da dirigente. Su due piedi dico questo: mi ispira di più allenare, ma in futuro“.

Udinese - Roma
Florenzi – LaPresse/AS Roma/Fabio Rossi

Il suo addio lascia una lacuna che De Rossi è convinto colmerà Florenzi: “il Romanismo per me è fondamentale. Ed è in mani salde con Florenzi, porterà avanti l’attaccamento alla maglia. Faccio però un esempio: Cristante non è di Roma, ma dà l’anima in ogni allenamento. Ne vorrei cento di giocatori come lui. La società sa che deve puntare molto su giocatori così”.