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Dovizioso sereno alla vigilia del Gp di Spagna: le parole del forlivese della Ducati in conferenza stampa a Jerez de la Frontera

I piloti della MotoGp sono schierati in sala stampa per la tradizionale conferenza del giovedì, per raccontare le sensazioni con le quali arrivano alla prima gara europea. A Jerez de la Frontera sfoggia un bel sorriso Andrea Dovizioso, che dopo Austin è il leader della classifica piloti e ha dunque una motivazione extra per far bene in Spagna sulla sua Desmosedici Gp.

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Sono contento del risultato finale ad Austin, sabato abbiamo faticato un po’ ad ottenere il tempo sul giro siamo partiti indietro sulla griglia ma sono riuscito a recuperare. Sono contento di arrivare qui in questa posizione in classifica, siamo tanti piloti veloci, non siamo solo io e Marc a lottare per il campionato quindi sarà più difficile ma mi sento meglio dell’anno scorso quindi possiamo essere competitivi, a Jerez non so cosa aspettarmi, la’asfalto è diverso e questo condizionerà tutti“, ha esordito il forlivese.

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Credo che sarà diverso in questa stagione qui perchè gli avversari sono in una situazione diversa, ma l’asfalto sarà il punto focale per capire quale sarà la situazione, ma non saprei perchè non dovremmo essere competitivi“, ha aggiunto Dovizioso.

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Il forlivese ha poi lasciato un commento sulla curva 6 che domani sarà intitolata a Dani Pedrosa: “se succede qualcosa di particolare e speciale in una curva allora è bello forse pensare di darle il nome di un pilota ma è qualcosa di strano vedere il nome di uno dei piloti migliori in una curva, ma questo è un po’ strano, non sono contrario ma è un po’ strano“.

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Dovizioso ha poi detto la sua riguardo le difficoltà che sta affrontando Zarco dopo il passaggio da Yamaha a KTM: “quando cambi moto il cambiamento normalmente è grande, molto grande, ma ogni moto ha delle caratteristiche diverse, una storia diversa e non posso conoscere la storia della KTM, credo che tutti si aspettassero qualcosa di più in termini di risultati da Zarco, ma questo forse dimostra la realtà del livello in MotoGp, che è molto molto anno e la conferma è anche la Yamaha, che negli ultimi due anni ha ottenuto buoni risultati ma ha faticato tanto. Lo sviluppo è costante, credo che sia piuttosto normale quello che sta succedendo perchè quando usi una moto pensi di conoscere più di quello che in realtà sai delle altre moto e finchè non sali su un’altra moto è impossibile conoscerla esattamente, è successo a me e penso sia successo alla gran parte dei piloti, ogni moto è totalmente diversa, e questo vale anche per la KTM rispetto alla Yamaha. Penso che la KTM non sia ancora al livello delle altre moto quindi è normale, questa è la realtà della MotoGp“.

Infine non poteva mancare un pensiero per Ayrton Senna, 25anni dopo la sua tragica scomparsa: “era un pilota speciale, tutti lo amavano sia per il modo con cui guidava sia per il suo stile di vita, io ero molto giovane, ma fu una bruttissima giornata, una giornata che ricordo, ma purtroppo fa parte dello sport, in quel periodo storico le auto erano più pericolose di ora e in quell’incidente non si poteva fare nulla di diverso, per fortuna dopo quell’incidente sono state cambiate le regole e la sicurezza è stata migliorata per le macchine. Purtroppo questo è il nostro mondo“.