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Situazioni opposte in casa Aprilia: Espargaro va veloce, Iannone sottolinea diversi problemi. Il pilota italiano spiega le difficoltà della RS-GP alle quali il compagno sembra solo essersi abituato

I due piloti dell’Aprilia, Aleix Espargaro e Andrea Iannone, stanno vivendo un inizio di stagione diametralmente opposto: mentre lo spagnolo va veloce, il pilota italiano sottolinea diverse difficoltà. Il motivo lo spiega lo stesso Iannone, intervistato a Jerez. L’ex Ducati e Suzuki, senza voler sminuire il lavoro del compagno, ha spiegato che Espargaro si è adattato ai difetti dell’Aprilia, provando a tirar fuori il massimo, ma senza cercare alcun miglioramento. In questo modo, non verrà mai a crearsi una moto realmente competitiva.
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Costanza Benvenuti/LaPresse

Iannone ha spiegato: “Aprilia sta lavorando e devo dire che ad ogni gara tentano di portare qualcosina, che sia migliorativo o qualcosa di diverso, lo dobbiamo verificare. Come ho detto anche ad Austin, in alcuni casi potremmo fare anche meglio, ma non è possibile perché stiamo usando anche i weekend per sviluppare. E la responsabilità di questo è sulle mie spalle, quindi molte volte devo sacrificarmi per portare avanti questo lavoro Aleix ormai si è abituato alla moto e quindi lui molti difetti non li vede. Gli succedono alcune cose che derivano da altre e lui non si lamenta. Magari poi lo fa solo dopo che è caduto, dicendo che non è possibile. Questo succede perché ormai lui ha imparato a passare sopra a certe cose, a conviverci, ma che vanno risolte. Io non voglio adattarmi a questo modo di lavorare, perché non è produttivo.

Cioè, voglio adattarmi all’Aprilia, ma nel modo giusto. Se l’elettronica c’è, deve essere sfruttata al meglio, non dobbiamo essere noi a fare tutto, anche perché per il pilota ci sono sempre dei limiti umani. Aleix guida forte, ma guida questa moto da tre anni e si adatta alle sue problematiche. Io piuttosto preferisco andare più piano per far capire come deve comportarsi una moto durante una gara, per fare dei passi avanti e vederli nel tempo. Per questo sono soddisfatto del lavoro che stiamo facendo e in questo momento dei risultati.

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Alessandro La Rocca/LaPresse

Aleix ha avuto modo di notare tante cose vedendo la mia guida e si è reso conto che in questo modo non si farà mai una moto da podio, perché determinati vantaggi che hanno gli altri non li provi neanche a creare. Io sono felice di portare il mio contributo, ma devo dare ad Aprilia il tempo di metabolizzare e di reagire. Questo sta succedendo, ma bisogna avere pazienza. Sono molto tranquillo perché devo scegliere tra provare a costruire una moto competitiva o cercare la prestazione. Ma se io scelto la prestazione, chi la fa l’altra cosa?”.

Aleix Espargaro ha confermato la versione di Iannone: “il mio è il modo giusto di guidare l’Aprilia, ma non è la strada giusta per vincere. L’ho capito soprattutto dopo l’arrivo di Andrea, che ha portato nuove idee ed informazioni su come lavorano Ducati e Suzuki. Per esempio, ha detto che io uso troppo poco traction control, ma lo faccio perché altrimenti l’accelerazione della moto è troppo poca. Mi ha detto: ‘ok, sei veloce con poco TC, ma non è questo il modo giusto di guidare. E’ pericoloso e molto fisico, quindi dobbiamo migliorare il controllo di trazione. Io comunque voglio cercare di guidare al massimo la moto per cercare di ottenere i migliori risultati possibili, ma resta il fatto che dobbiamo migliorare anche la moto“.