Milan-Bologna, il rosso a Paquetà ha fatto molto discutere a causa del modus operandi dell’arbitro Di Bello

Milan-Bologna, una gara molto tesa nel finale con diverse espulsioni e momenti di tensione da entrambe le parti. I rossoneri hanno vinto la battaglia ma non avranno nel prossimo turno contro la Fiorentina il talentuoso Paquetà a causa del cartellino rosso rimediato a pochi minuti dal termine. In realtà il calciatore brasiliano era stato punito col giallo in un primo momento, ma l’arbitro Di Bello non si è accontentato di comminare il giallo ed ha voluto spingere via ripetutamente il calciatore rossonero dalla zona delle operazioni. Paquetà non ha accettato d’essere spinto con la mano sul petto dall’arbitro, ed ha cacciato la sua mano in modo comunque sbagliato e meritevole di un secondo giallo e dunque del rosso. Una domanda però resta: gli arbitri sono liberi di spingere i calciatori mettendogli le mani addosso? Probabilmente no. Il direttore di gara in caso di resse deve distribuire cartellini e far sentire la propria voce e leadership, non di certo usare spintoni per sedare gli animi.

 

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