Bakayoko 
Spada/LaPresse

Tiemouè Bakayoko dà la sua versione dei fatti in merito allo scontro con Gattuso tramite Twitter: il francese chiarisce la sua posizione e spiega di non aver mai rifiutato di entrare

Quanto accaduto ieri notte sulla panchina del Milan ha avuto del clamoroso. Infortunatosi Biglia, Gattuso ha chiesto a Bakayoko di riscaldarsi per entrare in campo, ma il francese sembra aver preso la richiesta del suo allenatore in malo modo. Troppo tempo per iniziare il riscaldamento, scarsa verve negli esercizi e un atteggiamento che ha evidentemente fatto arrabbiare Gattuso che ha mandato in campo Josè Mauri al suo posto. Una volta tornato a sedersi, Bakayoko ha avuto un duro scambio di frasi con Gattuso terminato con un inequivocabile ‘vaffanculo’ e ‘ci vediamo dopo’. Si è avuta subito l’impressione che siano sfociate le tensioni delle scorse settimane, l’ultima delle quali quel ritardo in allenamento del francese che ha fatto scattare il ritiro punitivo per l’intera squadra.

Spada/LaPresse

Nel post gara, tramite Twitter, Bakayoko (definito ‘pagliaccio’ da un VIP milanista) ha dato la sua versione dei fatti, spiegando di non essersi rifiutato di entrare in campo: “sono molte settimane che si parla di me sulla stampa, ma non ho mai avuto niente da dire e ho continuato a lavorare. D’altra parte quello che è successo stasera e l’interpretazione che si è cercato di dare alla cosa, mi obbligano a reagire immediatamente perché non accetto che mi si faccia passare per un giocatore che si è rifiutato di entrare in campo quando l’allenatore glielo ha chiesto e che non ha rispettato il suo club ed i suoi compagni di squadra. Per iniziare, in panchina ero pronto a dare il 200% anche se avessi dovuto giocare 5’ stasera. Quando Lucas ha cominciato a soffrire in campo, mi è stato chiesto di cominciare a prepararmi nel caso in cui ci fosse stato un cambio. Io mi sono preparato subito e ho iniziato a riscaldarmi massimo in 2-3 minuti. Quindi mi è stato detto di tornare in panchina: il tutto è avvenuto tra il 23? ed il 26?. È stato quando mi sono riseduto in panchina che l’allenatore si è rivolto a me con termini che non mi aspettavo ed io stavo solo ripetendo le sue parole. Niente di più. Che le cose siano chiare: non ho mai rifiutato di entrare in gioco. Mi sembra che le immagini parlino da sole. Io avevo un unico desiderio: entrare in campo ed aiutare i miei compagni come ho sempre fatto e come farò fino alla fine della stagione. Forza Milan!”.