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Maurizio Sarri vince l’Europa League alla guida del Chelsea: il giusto merito per l’ex banchiere, maestro di calcio, da questa notte sul tetto d’Europa

Dopo 29 anni di carriera, Maurizio Sarri ha vinto il suo primo trofeo degno di nota, portandosi a casa l’Europa League al termine di una splendida finale dominata dal suo Chelsea, capace di stendere l’Arsenal con il risultato di 4-1. Sembra incredibile dirlo con il senno di poi, conoscendo le qualità da allenatore di Maurizio Sarri, ma fino a questa sera nella sua bacheca personale era presente solo la Coppa Italia Serie D vinta con il Sansovino.

Sarri è arrivato tardi nel calcio che conta, futuro al quale era sicuramente destinato, ma per il quale ha dovuto affrontare un percorso davvero particolare. Il buon Maurizio ha addirittura un passato da giocatore, terzino per la precisione, in seconda categoria. Sport che affiancava al suo vero impiego presso la Banca Toscana, importante istituto di credito per il quale fece esperienza addirittura in Inghilterra, Lussemburgo e Svizzera, affinando le sue qualità. Insomma, citando Spalletti: “se Sarri avesse continuato a lavorare in banca sarebbe diventato Ministro dell’Economia“.

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E invece, vista la sua incredibile passione per il calcio, Maurizio Sarri ha lasciato un impiego sicuro e redditizio, sognato da milioni di persone, per dedicarsi al ruolo di allenatore. Niente grandi palcoscenici per lui, ma 22 anni di gavetta: dall’inizio nello Stia e nella Faellese, passando per diverse altre piccole realtà come Cavriglia, Antella, Valdema e Tegoleto; la già citata Coppa Italia con il Sansovino e l’esperienza con la Sangiovannese; le piazze più importanti di Pescara, Arezzo, Avellino, Verona e Perugia; poi Grosseto, Alessandria e Sorrento. Un girovagare per le serie minori che si è concluso all’Empoli, conquistando la Serie A al secondo anno in panchina, 23 anni dopo l’esordio da allenatore. Nella massima categoria l’Empoli di Sarri strappa applausi e l’allenatore si guadagna la stima di De Laurentiis che lo porta al Napoli con il quale esprime un grande calcio, fa segnare a raffica Higuain (36) ma non riesce a superare i rivali della Juventus, unico ostacolo fra lui e la meritata gloria.

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Interrotto il rapporto con il Napoli, è il Chelsea a dargli l’opportunità della vita. Il ‘Sarriball‘, tanto criticato all’inizio, conquista piano piano vittorie e consensi, fino a portare il Chelsea a chiudere 3° in campionato, finalista perdente in Carabao Cup ai rigori e finalista vincente dell’Europa League. Nella notte di Baku, Maurizio Sarri alza il primo grande e meritato trofeo della sua straordinaria carriera. Antidivo per eccellenza, occhiali da vista, tuta e sigaretta, Sarri ha portato i ‘Blues’ nuovamente sul tetto d’Europa, senza mai perdere una partita nel torneo. Il trionfo di un calcio spettacolare, offensivo e dominante, ricco di schemi offensivi e che mette la qualità al primo posto, rispecchiandosi nel netto 4-1 con rifilato all’Arsenal. Oggi è sul tetto d’Europa, pensate se avesse continuato a fare il banchiere…