Hamilton, retroscena commovente su Nicky Lauda: “senza di lui non sarei 5 volte campione. Mi ha chiamato dicendomi…”

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Lewis Hamilton ha dedicato la pole position di Montecarlo al compianto Niky Lauda. Il pilota Mercedes ha svelato inoltre un commovente retroscena in merito al suo rapporto con l’ex pilota austriaco

Ancora lui, sempre lui. Lewis Hamilton si prende la pole position di Montecarlo al termine di una qualifica eccezionale, vissuta sul filo di lana fino ai secondi finali. Proprio nel giro conclusivo il pilota Mercedes è riuscito a strappare la pole al suo compagno di squadra Valtteri Bottas, ‘beffato’ proprio quando era ormai sicuro di partire dalla prima posizione

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In conferenza stampa, Hamilton ha analizzato così la prova odierna: “questa è stata una delle mie migliori pole che riesca a ricordare. Fatico a ricordarne una che significhi tanto come questa, perchè è stata una settimana difficile per il team e anche a livello personale. Chiaramente l’obiettivo qui è arrivare alla pole, è fantastico che come team continuiamo a fare passi avanti insieme, miglioriamo le nostre prestazioni weekend dopo weekend, quindi sono molto fiero di tutti. Riuscire a portare quel qualcosa in più, anche per Niki e per la sua memoria, riuscire a farlo è stato fantastico. Valtteri ha fatto un lavoro fantastico. Le prime due prove libere erano state buone per me, la macchina mi dava delle sensazioni neanche paragonabili a quelle del giovedì, ho cercato quindi di stringere i denti. Valtteri aveva fatto un gran primo giro, io ho faticato tantissimo a fare il tempo con le gomme e avevo fatto un giro di preparazione troppo spinto e il secondo non era andato troppo bene, quindi ho cercato di spingere ancora, dovevo guadagnare due decimi perchè Valtteri ero sicuro si sarebbe migliorato ulteriormente. Ho cercato di sbattere la macchina da un angolo all’altro, sono sicuro di aver toccato un paio di barriere, ma non c’è modo migliore di ottenere un buon tempo qui a Monaco. Non ho mai ottenuto grandi risultati in qualifica qui a Monaco, ma ho sempre cercato di essere veloce, però non sono mai riuscito a trovare il giro perfetto e credo che oggi ci sono arrivato il più vicino possibile. Questo è per Niki.

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Alla fine siamo professionisti, sali in macchina a fare quello che ami. Niki avrebbe voluto che facessi così, perchè anche lui lo ha sempre fatto quando era pilota. Me lo diceva ogni volta che salivo in macchina. Noi abbiamo cercato dis vegliarci con un sorriso, darci energia l’uno con l’altro e di renderlo fiero: speriamo di esserci riusciti, dobbiamo cercare di fare qualcosa di speciale fino a domani. Anche Max è stato veloce in questo weekend, dobbiamo fare un bel lavoro per fare risultato però non si può partire da una miglior posizione che dalla pole.

Minacce per la gara di domani? Speriamo che il meteo possa essere simile ad oggi, sono che potrebbe piovere domani, ma è lo stesso. Anzi potrebbe essere anche più emozionante domani, però quando sei in pole preferisci una situazione tranquilla fino alla fine, che non ci siano safety car e cose di questo tipo. Le gomme che abbiamo posso permettere delle gare ad una sosta, come da molto tempo qui. Quindi sostanzialmente devi cercare di mantenere la calma, girare in modo costante e ripetere il lavoro fatto durante tutto il weekend. Però come abbiamo visto negli anni scorsi, in questa gara può succedere di tutto, quindi bisogna stare attenti. Però credo che non ci siamo mai preparati così bene, è stato un weekend solido per noi, ho tanti anni d’esperienza, il che non vuol dire che non ci siano incognite che cercheremo di affrontare insieme”.

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Hamilton ha poi dedicato a Niky Lauda uno splendido pensiero finale, ricordando quanto sia stato importante nella sua carriera: “quanto ha influito Niky Lauda nella mia crescita? L’altro giorno, come hanno detto Toto e Valtteri, non credo fosse il momento di scavare in fondo nei nostri sentimenti, perchè ricordavamo ancora tutte le esperienze fatte. Io ero molto a contatto con Niky negli ultimi otto mesi. Ci mandavamo dei video a vicenda. Era sempre difficile perchè a volte sembrava in forma, su di morale, lo trovavo forte e in grandi condizioni. Altre volte invece era molto diverso. Era dura da lontano. Ho avuto la fortuna di poterlo rivedere. Quando ho scoperto quello che è successo, ho pensato che ero proprio qui a Montecarlo, davanti alla piscina nel 2012 e ricevetti una chiamata da Niky. Non avevamo mai parlato fino a quella situazione, lui mi disse: ‘devi venire alla Mercedes è il team che fa per te‘. Era la prima volta che abbiamo parlato.

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È stato Niky che ha toccato le corde giuste per arrivare in Mercedes. È stato il mio complice quando dovevo fare delle trattative per il rinnovo del contratto, quando chiedevo dei miglioramenti alla macchina, prendeva sempre la mia parte perchè era un pilota nell’anima. Veniva sempre a parlare con me per capire cosa poteva essere migliorato, si parlava delle sospensioni, del motore, del carico aerodinamico. Lui poi andava alla fabbrica e dava i suoi consigli. È stato una parte importante nel processo che mi ha cambiato la vita. Se non mi avesse chiamato in quel momento forse adesso sarei campione del mondo solo una volta, avrei solo 22 vittorie, invece sono qui da 5 volte campione del mondo. Sento di dovergli tantissimo. È stato difficile ad inizio settimana, tutti postavano delle foto, io non volevo conformarmi agli altri. Mercoledì non credevo fosse il momento adatto per parlare. Tutti lo amavano, ci manca tantissimo. Sono sicuro che vivrà nel ricordo di tutti“.

 

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About Mirko Spadaro (16933 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 9 agosto 1993 è un esperto di basket e calcio, ama tutti gli sport a 360 gradi. Scrive su SportFair dal 2016


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