Un altro pezzo di eccellenza italiana va in mano estere inoltre il ricavato della cessione non ha avuto la destinazione giusta

Cinque giorni fa su tutti i giornali è apparsa la notizia della cessione di Magneti Marelli da parte del Gruppo FCA alla Calsonic Kansei Corporation, fornitore giapponese di componentistica per autoveicoli controllata dalla CK Holdings. La cessione ha fruttato al Gruppo italo-americano la bellezza di circa 5,8 miliardi di euro elargiti in contanti.

Questa scelta sembra a dir poco azzardata considerando che in un periodo in cui l’innovazione tecnologica la fa da padrone nel settore automotive – come sottolineato dalla diffusione di auto elettriche e tecnologie dedicate alla guida autonoma – un pezzo da novanta come Magneti Marelli poteva tornare più che utile nello sviluppo di nuove e più sofisticate tecnologie.

Come se non bastasse, analisti, esperti del settore, media e semplici appassionati si aspettavano che l’intero introito ricavato dalla vendita di Magneti Marelli sarebbe stato investito nei settori ricerca e sviluppo e nel lancio di nuovi modelli, considerando che brand come Alfa Romeo peccano di un veloce rinnovo della propria gamma e che il Gruppo risulta decisamente indietro rispetto alla concorrenza su tecnologie fondamentali come l’elettrificazione.

Invece, Fiat Chrysler Automobiles ha confermato che ben 2 miliardi dei 5,8 incassati dalla cessione finiranno direttamente nelle tasche degli azionisti in forma di dividendo. Il consiglio di amministrazione di Fiat Chrysler ha infatti approvato una distribuzione straordinaria per cassa a favore dei portatori di azioni ordinarie di FCA, pari a 1,30 euro per azione.

Ormai sembra chiaro che la Exor, la Holding della famiglia Agnelli che controlla FCA, vuole solo fare profitti, mentre il rilancio dell’azienda, il futuro dei lavoratori e della più importante industria italiana resterà sempre in secondo piano.