VINCENT CURUTCHET

Schleck, la bellezza del Giro d’Italia e i favoriti per l’edizione 2019: le parole dell’ex ciclista alla vigilia della partenza della corsa Rosa

Si terrà questa sera la presentazione dei team del Giro d’Italia 2019: i ciclisti sono ormai pronti a darsi battaglia per le strade italiane per l’edizione 102 della Corsa Rosa ed in tantissimi non vedono l’ora di vivere le emozioni in sella con i propri idoli.

Non solo semplici tifosi e appassionati da casa, ma anche ex atleti, che conoscono bene cosa vuol dire affrontare una corsa a tappe di tre settimane tosta, impegnativa e prestigiosa come il Giro d’Italia. Tra questi c’è Andy Schleck: intervistato da cyclismactu.net, l’ex ciclista, che alla Corsa Rosa è arrivato secondo nel 2007, ha raccontato le sue emozioni a riguardo.

VINCENT CURUTCHET

Se guardiamo quest’anno, penso che il Giro possa davvero competere con il Tour de France, che è la gara più difficile dell’anno. A livello di profilo, è molto simile, forse anche più difficile del Tour de France. La pressione è ancora molto più forte nel Tour, ma è il primo grande evento dell’anno in termini di gare a tappe. Il Tour rimane il Tour. Personalmente, sono un grande fan del Tour. Ho anche guardato il Giro da vicino, e la gara è seguita in Europa, ma credo che per il pubblico in generale, il Tour de France sia la corsa più interessante“, ha esordito il lussemburghese.

VINCENT CURUTCHET

Sono molto orgoglioso di tutto ciò che ho realizzato. Ho fatto una gara virtualmente perfetta al Giro nel 2007. Non ho commesso grandi errori, ed ero ancora piuttosto giovane. D’altra parte, se guardo chi era di fronte a me, ho dei rimpianti, ovviamente. Di Luca ha vinto questa gara ed è risultato positivo due volte, sfortunatamente, sono solo secondo ma buono, sono cose che non dipendono da me“, ha continuato Schleck.

VINCENT CURUTCHET

L’ex ciclista, ritiratosi nel 2014, si è poi focalizzato sul Giro 2019 e sui suoi favoriti: “penso che ci siano quattro o cinque corridori che possono vincere. Se dovessi scegliere, direi Nibali, che è in ottima forma, ma anche Dumoulin, è una gara che gli va molto bene. Entrambi sono i miei preferiti“.

Non poteva poi mancare una parentesi approfondita sullo Squalo dello Stretto: “ha dimostrato di essere un corridore completo. Ha vinto il Giro, il Tour, la Vuelta e classiche come Milano-Sanremo o il Tour della Lombardia. Possiamo dire che è un anziano ora nel branco, è da un po’ che è qui. Secondo me può ancora fare una o due ottime stagioni, può ancora vincere un Tour o un Giro. Vincenzo alla Trek-Segafredo? E’ alla fine della sua carriera, ha mostrato ciò che vale, ma per me è un po’ come una lotteria, sembra quello che abbiamo visto con Contador. Lo reclutarono, finì la sua carriera con la squadra, ma non era il corridore che era prima. Ho paura che sia un po’ lo stesso per Nibali“.

Schleck ha poi elogiato Roglic, suo terzo favorito alla vittoria: “si trova appena dietro Nibali e Dumoulin. Ha dimostrato di saper far bene anche se non ha ancora la stessa esperienza degli altri nelle tre settimane. Non è ancora nella posizione di un grande leader, finora è stato nel ruolo di outsider. Lì, ha l’opportunità di dimostrare che è uno dei migliori“.