Ecclestone
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L’ex boss della Formula 1 ha parlato del nuovo corso, soffermandosi anche sulle qualità di Charles Leclerc

Il suo ciclo è terminato ormai, Bernie Ecclestone guarda la Formula 1 dall’esterno senza lesinare qualche critica a Liberty Media. Il circus è cambiato rispetto a qualche anno fa, ma Mister E non crede che questa sia la strada giusta da intraprendere.

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I nuovi piloti però lo convincono, a partire da Charles Leclerc: “mi ero sbagliato, credevo che mandar via Raikkonen non fosse una buona mossa, ma prima di dare un giudizio definitivo aspetterei un po’. Certo, al momento Charles sembra super veloce, ha un grande controllo della macchina ed è persino, forse, più rapido di Vettel” le parole di Ecclestone alla Gazzetta dello Sport. “Difficile fare paragoni con i piloti del passato, però per personalità mi ricorda un po’ Gilles Villeneuve. I team order al suo indirizzo? In questa fase della stagione è fuori luogo, nessuno sa che piega prenderà la stagione. Sono cose che si fanno più avanti quando c’è un quadro più chiaro. Seb non è vecchio, fosse rimasto Kimi per lui sarebbe stato più semplice. Strano però quello che sta accadendo a Sebastian, forse pensava che la vita potesse essere più facile, forse non ha realizzato quanto Charles potesse essere veloce ma io resto convinto che Vettel possa vincere il campionato“.

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Lewis Hamilton invece non sbaglia un colpo, Ecclestone non può che ammetterlo: “Lewis è speciale, pensavo che questa potesse trasformarsi in un’annata disastrosa, considerato i tanti diversi interessi, il fatto che sia sempre in giro per il mondo. Ma è un vincente e vuole esserlo in ogni cosa che fa. In questa Formula 1 è difficile prevalere, ci sono quattro team in grado di lottare per la vittoria. Si tratta di show business, alla gente non interessa il consumo di carburante, il numero dei cilindri, vogliono vivere emozioni. Il calendario? Va bene, forse ci manca il Sud Africa per una copertura davvero globale. Io sarei per ridurre il numero delle corse in Europa anziché inserirne di nuove, perché la gente si sposterebbe da un Paese all’altro, affollando i circuiti. Troppi GP poi costringerebbero i team a ingaggiare più personale“.