“Chiamatemi ancora Anza” – Pubblicato lo scritto autobiografico di Sara: la struggente storia della Anzanello a pochi mesi dalla sua scomparsa

sara anzanello

“Chiamatemi ancora Anza”, lo struggente racconto di Sara Anzanello

A soli sei mesi dalla scomparsa della campionessa del mondo di volley Sara Anzanello, la Santelli editore pubblica postumo “Chiamatemi ancora Anza”, scritto autobiografico di Sara nato dal desiderio di raccontare la storia della propria vita, con il contributo straordinario della sua famiglia.

Una storia costellata di successi: carriera iniziata nel 1995 in serie A2, nel 1998 porta a casa la prima medaglia d’oro con la nazionale italiana Under 19, vince poi con la maglia azzurra l’Oro ai Mondiali (2002) e 2 Coppe del Mondo (2007, 2011) oltre al premio personale “Miglior Muro” al World Grand Prix (2006) e non si arresta fino ad arrivare a essere considerata tra le più quotate giocatrici di pallavolo nel panorama sportivo italiano ed internazionale. Ma è anche una storia di cadute, di momenti tetri a cui Sara ha fatto fronte con coraggio e forza. Nel 2013 infatti, ingaggiata dall’Azerrail Voleybol Klubu in Azerbaijan, è stata colpita da un’epatite fulminante che l’ha obbligata al ritorno in Italia per un trapianto di fegato d’urgenza. È soprattutto qui che Anza – così la chiamano tutti – di mostra al mondo la forza di cui era capace, la grinta che l’ha sempre contraddistinta: dopo alcuni giorni d’attesa e trovato un fegato, seppur non compatibile, ‘intervento risulta riuscito.

Ritornerà in campo, certo, ma non senza voler dare il suo contributo al mondo: crea l’Anza camp, diventa testimonial dell’Associazione Italiana Donatori di Organi (AIDO) e desidera con tutta sé stessa di pubblicare un libro in cui raccontarsi, in cui mostrarsi come alla fine la copertina del suo libro la raffigura: amazzonica, una donna che prende in mano la propria vita e non si piange addosso. Anche quando nell’agosto 2018 le viene diagnosticato un linfoma, non si vuole arrendere e augura il meglio alle #TerribiliRagazze della nazionale azzurra, appena rientrate dal Giappone. Un vigore che non è bastato, ma che ha commosso l’Italia e da cui dovremmo prendere tutti esempio.

Per questo la famiglia ha reso giustizia al suo desiderio, omaggiandola e ricordandola con il suo scritto: «Sara ha iniziato a scrivere i primi capitoli di questo libro durante la fase di riabilitazione successiva al trapianto. La sua carriera da giocatrice non era ancora conclusa, voleva essere lei a decidere come e quando uscire dal campo per l’ultima volta. Scrivere le dava forza ed energia.
Era perfettamente consapevole del ruolo sociale che gli atleti hanno nella società civile e intendeva trasmettere ai tifosi che l’hanno conosciuta la sua esperienza di vita e l’importanza della donazione degli organi. Abbiamo terminato il lavoro di Sara e pubblicato il libro per suo espresso desiderio e per celebrare il suo sorriso, la sua energia, la sua voglia di vivere
» ha dichiarato la stessa.

La famiglia con tutto lo staff di Sara e la Santelli editore hanno già in programma varie tappe per portare il messaggio della campionessa in giro per l’Italia: il fischio d’inizio sarà dato in occasione della “VOLLEYBALL NATIONS LEAGUE 2019” a Conegliano (TV) dal 28 al 30 maggio, nel mezzo del quale il 29 maggio si terrà la conferenza stampa di lancio nazionale e internazionale, in vista di un primo incontro col pubblico il 31 maggio al Pala Verde di Carità di Villorba (TV).

Chiamatemi ancora Anza uscirà il 27 maggio e sarà disponibile nelle migliori librerie e online sul sito santellieditore.it

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About Rita Caridi (35113 Articles)
Nata a Reggio Calabria il 18 giugno 1990 ama tutti gli sport, con un focus particolare sui motori e la pallacanestro. Scrive su SportFair dal 2015


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