Alla faccia dei dispositivi elettronici più sofisticati le vecchie cinture di sicurezza restano ancora il sistema più efficace per salvare vite umane in caso di incidente stradale

Per fortuna, oggigiorno gli automobilisti stanno prendendo sempre più coscienza di fronte al delicato argomento della sicurezza stradale, complice anche l’introduzione di nuove tecnologie di assistenza alla guida capaci di migliorare la sicurezza degli occupanti di un veicolo e degli altri utenti della strada.

Nonostante questo incredibile progresso, forse in molti ignorano che il miglior sistema di sicurezza di un’automobile restano le cinture di sicurezza, dispositivo brevettato nel 1903 al canadese Gustave Desirè Lebeau, che le aveva battezzate “bretelle di sicurezza”, mentre la prima vettura a montarle di serie fu la Tucker Torpedo del 1948.

In caso di incidente, la cintura di sicurezza sostiene il corpo evitando così che quest’ultimo venga sbalzato fuori dall’abitacolo o in alternativa vada a sbattere contro altri componenti della vettura. La forza esercitata sulle cinture può raggiungere 20 volte il peso di una persona, per questo motivo allacciare le cinture aumenta la possibilità di sopravvivere addirittura del 50% in caso di un incidente grave.

Il soggetto medio che non indossa le cinture di sicurezza e si ritrova coinvolto in incidenti gravi, di solito durante le notta e sotto effetto di alcol, è maschio ed ha un’età compresa tra i 20 e i 40 anni. Secondo il l’art. 172  del Codice della strada: “Il conducente e i passeggeri dei veicoli muniti di cintura di sicurezza hanno l’obbligo di utilizzarle in qualsiasi situazione di marcia”, inoltre l’obbligo non vale solo per i passeggeri che siedono sui sedili anteriori, ma anche per che si accomoda sul divano posteriore.

Per fare un esempio, se si è coinvolti in un impatto ad una velocità di 50 km/h si va incontro ad un urto simile a quello  che si avrebbe cadendo dal quarto piano di un palazzo. Anche se si tratta di un incidente meno grave, subito ad una velocità compresa tra i 30 e i 50 km/h il corpo umano deve sopportare forze superiori a 1.000 chilogrammi.