foto Colombo/FIDAL

Le sensazioni di Catherine Bertone alla vigilia della sua partecipazione alla maratona di Praga 

Una vita di corsa per Catherine Bertone, attesa al via domenica 5 maggio nella maratona di Praga. All’indomani della gara festeggerà 47 anni di età, ma nella passata stagione ha recitato ancora un ruolo da protagonista in azzurro, con l’ottavo posto individuale agli Europei di Berlino e la medaglia d’argento insieme al team italiano. La valdostana, mamma e medico che lavora al pronto soccorso pediatrico, nella rassegna continentale è riuscita a centrare il suo secondo risultato in carriera con 2h30:06, a un minuto e mezzo dal record personale di 2h28:34 stabilito nel 2017 proprio nella città tedesca. Dopo un test confortante sulla mezza maratona il 31 marzo a Torino in 1h13:44, appena sette secondi in più del suo primato, la portacolori dell’Atletica Sandro Calvesi adesso si mette di nuovo alla prova sui 42,195 chilometri nella capitale ceca.

Finché si corre – racconta – e si ha la fortuna di poter mettere le scarpette, vuol dire che si sta bene. Mi piace la maratona e mi diverto durante la preparazione. Ho iniziato un po’ in ritardo rispetto ad altre volte, tra impegni di lavoro in inverno e le temperature rigide che non aiutavano. La scelta di Praga è dovuta anche a questo, per avere più tempo rispetto agli appuntamenti di aprile. Ma i due raduni federali a Grosseto sono stati molto importanti: quello di gennaio per ripartire con il piede giusto in condizioni meteo favorevoli, poi a marzo ho svolto davvero un bel lavoro. Il mio allenatore Roberto Rastello è fiducioso, puntiamo a un passaggio alla mezza intorno a 1h14:30, poi vediamo cosa succede. Sono sempre di corsa, con i minuti contati. Nei turni al pronto soccorso prediligo le notti, dodici ore dalle otto di sera alle otto di mattina. Così prima ho il giorno libero che posso dedicare a un buon allenamento. Per un’altra maglia azzurra mai dire mai, però in mezzo ci sono tanti chilometri, in tutti i sensi. Un passo alla volta, come ci insegna la corsa”.