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L’ex attaccante bielorusso ha raccontato il primo Ronaldo, conosciuto allo Sporting Lisbona nei primi anni 2000

Il primo gol dei 600 in carriera lo ha segnato con la maglia dello Sporting Lisbona, in un 3-0 secco rifilato alla Moreirense il 7 ottobre del 2002. Cristiano Ronaldo ha cominciato lì la sua scalata verso l’Olimpo del calcio, con Vitali Kutuzov come compagno d’attacco.

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Proprio il bielorusso ha raccontato i segreti del primi CR7 ai microfoni della Gazzetta dello Sport, parlando di quelle che erano le sue fissazioni già a quel tempo: “segnai il primo gol alla mezz’ora con un diagonale di destro, poi doppietta di Cristiano e 3-0 finale. Ma più dei gol ricordo le sue emozioni: era pazzo di felicità e nell’esprimerla si vedevano tutti i suoi 17 anni. Non mi aspettavo che sarebbe diventato così forte, era troppo giovane. Sicuramente percepivi subito che aveva una velocità e una tecnica speciali, ma già quando andò da Ferguson allo United e lo vedevo giocare dicevo ‘mamma mia, quanto è diventato forte’. Cristiano sapeva che arrivavo dal Milan e mi faceva mille domande, a quei tempi vestire la maglia rossonera era il top assoluto. Mi chiedeva di Maldini, Costacurta, Inzaghi e Sheva. E del centro sportivo di Milanello, all’epoca all’avanguardia nel mondo come qualità del lavoro sui calciatori. Voleva sapere come si allenavano i campioni di quella squadra e come progredivano fisicamente. Io non ero così, pensavo più al pallone che al fisico. A quei tempi parlavamo solo di calcio, le donne erano fuori dai nostri discorsi. Si allenava tanto e bene, ma non da fissato o più di noi compagni. Di sicuro aveva una cura del corpo molto al di sopra della media, non ho più visto nessuno così preso da questo aspetto. In spogliatoio si toglieva la maglietta e stava lì davanti allo specchio per molto tempo. Analizzava ogni centimetro del suo corpo: spalle, addome, gambe… E passava molto tempo in palestra, chiedendo a tutti come irrobustirsi”.