Il prezzo dei carburanti potrebbe aumentare in maniera più veloce e pesante rispetto ai rincari iniziati nel mese di gennaio

Gli automobilisti sempre più vessati da tasse, balzelli e quant’altro devono prepararsi ad una nuova e pesante batosta, ovvero l’aumento del prezzo della benzina che potrebbe abbattersi presto sugli italiani che utilizzano l’automobile per i propri spostamenti.

Già a partire dallo scorso gennaio, il costo del greggio aveva subito un’impennata a causa delle tensioni sfociate in una vera e propria guerra civile in Libia. A questo si aggiunge una pesante decisione fatta dal Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, che stabilisce lo stop alle deroghe sull’importazione di petrolio dall’Iran.

Gli Usa applicheranno infatti pesanti sanzioni ai Paesi che continueranno ad importare petrolio dall’Iran: fino ad oggi ad acquistare il greggio dal Paese asiatico erano Italia, Cina, Corea del Sud, Grecia, Giappone, India, Taiwan e Turchia. Appena questa notizia si è diffusa, il prezzo del petrolio è aumentato in solo giorno del 2%, raggiungendo quota 74,5 dollari al barile.

La decisione di Trump creerà per forza di cose una forte tensione tra gli USA e i principali acquirenti di petrolio iraniano, tra cui Cina, India e Turchia, scatenando di riflesso ulteriori e significativi aumento del prezzo dei carburanti distribuiti alla pompa. Negli ultimi 12 mesi il picco più alto si era registrato lo scorso ottobre, quando il prezzo del petrolio aveva raggiunto gli 85 dollari al barile e il prezzo della benzina toccava gli 1,669 euro al litro. Al contrario, il prezzo più basso del petrolio è stato toccato a natale, quando il barile aveva raggiunto un prezzo di 50,68 dollari e la benzina aveva toccato quota 1,492 euro/litro.

Gli esperti affermano che i rincari saranno decisamente più pesanti di quelli registrati da gennaio ad oggi, infatti adesso il prezzo della benzina ha raggiunto una media di 1,659 euro al litro, ovvero l’11,1% in più rispetto al primo mese dell’anno.

Dal canto suo, per tranquillizzare i mercati, la Casa Bianca ha affermato di aver avviato operazioni di coordinamento con i paesi appartenenti all’OPEC come ad esempio Arabia Saudita ed Emirati Arabi per assicurare che la richiesta globale di petrolio sia pienamente soddisfatta. Ricordiamo che la fermezza degli USA  nei confronti dell’Iran ha fatto si che Unicredit ricevesse una multa da 1,2 milioni di euro per aver avuto rapporti finanziari con Teheran.