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L’attuale ct del Camerun ha parlato della situazione del Milan, esprimendo il proprio parere anche sulla posizione di Gattuso

Il Milan deve continuare a crederci, nessuno pensava di fare uno slancio e di staccarsi di 10 punti, per chiunque andare a Torino è sempre complicato. La strada per il Milan non è cambiata dopo il risultato di ieri, è stata una partita complicata anche se nel primo tempo i rossoneri sono stati in gara“.

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E’ il pensiero dell’ex giocatore e allenatore del Milan, Clarence Seedorf, intervenuto a ‘Radio anch’io Sport’ su Rai Radio1, dopo il ko per 2-0 dei rossoneri che perdono così il quarto posto in classifica che vale la Champions. “Esonerare Gattuso? Non credo si debba mandar via un allenatore se non in casi estremi. La storia ci dice che il più delle volte non cambia nulla; per la tranquillità del Milan spero non succeda anche perché Gattuso non se lo merita per quanto fatto” prosegue l’attuale ct del Camerun. “Non si può pensare che in un anno si possano fare tutti i passi, con tutto il movimento che c’è stato a inizio anno bisogna puntare a un progetto che va al di là di questa stagione. Per riportare il Milan dove merita ci vuole un progetto che non passa per il mandar via gli allenatori costantemente cambiando la rosa, ci vuole calma e unione. Ci sono tante squadre con il potenziale per andare il Champions e per la prima volta negli ultimi anni è in corsa anche il Milan per l’obiettivo. Tutto è ancora aperto, sarebbe importante mostrare quell’unione che quando c’ero io non c’è stata, e non è l’ideale“.

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Sul tema razzismo, Seedorf ha sottolineato: “è importante prendere una posizione forte. Bonucci ha sbagliato a cercare di giustificare qualcosa, non c’è nulla da giustificare. Spero che a breve l’Italia trovi un sistema per eliminare questo tipo di comportamenti. La rabbia che posso provare nel vedere questi episodi non è legato ai soliti piccoli gruppi che si comportano così. I giocatori colpiti, e succede sempre di più, devono essere superiori a questi cori. Noi siamo lì per fare spettacolo e la gran parte della gente non si comporta male: dobbiamo continuare a fare il nostro dovere senza farci influenzare da qualche ‘buu’. La vera rabbia è la passività con cui comunque anche gli altri all’interno dello stadio si comportano. Uscire dal campo e fermare il gioco non serve. I club stessi devono intervenire e pulire perché questa gente non deve più entrare nello stadio. Il potere agli ultras arriva perché il resto del sistema è passivo con la tecnologia si possono individuare facilmente. Questi elementi devono essere espulsi dagli stadi, lo hanno fatto in Inghilterra con gli hooligans, e lo si deve fare anche con questi elementi. E’ un gesto dovuto nei confronti di chi paga il biglietto e si comporta bene. La diversità deve essere abbracciata dal sistema“. (Int/AdnKronos)