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Gli organizzatori della Mezza Maratona di Trieste hanno vietato la partecipazione agli africani: decisione presa per evitare il mercimonio degli atleti, ma scoppia la polemica razzista

Nuova polemica razzista nello sport, questa volta in un’ambito diverso dal classico calcio. A far notizia è la decisione degli organizzatori della Mezza Maratona di Trieste che hanno deciso di vietare la partecipazione degli atleti africani all’evento del prossimo 5 maggio.

Quest’anno – ha spiegato Fabio Carini dell’Apt Miramar – abbiamo deciso di prendere soltanto atleti europei affinché vengano presi provvedimenti che regolamentino il mercimonio di atleti africani di altissimo valore, che vengono sfruttati. Questa è una cosa che non possiamo più accettare. Troppi organizzatori subiscono pressioni di manager poco seri che sfruttano gli atleti e li propongono a costi bassissimi: ciò va a scapito della loro dignità e danneggia atleti italiani ed europei, che non vengono ingaggiati perché hanno costi di mercato”.

Tale decisione presa, secondo gli organizzatori, per evitare il mercimonio degli atleti provenienti dall’Africa, ha fatto nascere una nuova polemica razzista. Tutti gli atleti provenienti dall’Africa sono automaticamente sfruttati dai manager? Nessun atleta europeo, avente gli stessi manager di un africano, è mai stato sfruttato? E gli atleti africani ma naturalizzati? Il segretario regionale del Pd Cristiano Shaurli si è espresso così: “con motivazioni che hanno un retrogusto d’ipocrisia, la nostra regione riapre la stagione dell’apartheid nello sport”. Intanto la Procura Federale della Federazione ha aperto un fascicolo sull’accaduto.