photo4/Lapresse

Il pilota tedesco non riesce a capire a fondo il potenziale della sua Ferrari, paragonandola ad un ‘cubo di Rubik’

Le gare passano, ma a vincere è sempre la Mercedes. A Baku è arrivata la quarta doppietta in altrettante gare, un dominio incontrastato a cui la Ferrari non riesce al momento a porre rimedio.

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Il Cavallino è impegnato in primis a capire la propria monoposto, velocissima in rettilineo ma comunque in netto ritardo in classifica rispetto alle Frecce d’Argento. Interrogato sulla questione nel post gara di Baku, Vettel ha paragonato la sua SF90 ad un cubo di Rubik: “il nostro passo era buono, ma non è ancora abbastanza. Tutti nel team stanno lavorando al massimo e per questo sono fiducioso. Credo in questa squadra e so che possiamo crescere: abbiamo una buona macchina ma non riusciamo a metterla in condizione di ottenere i risultati che può raggiungere. È come un cubo di Rubik, bisogna mettere insieme tutto. Abbiamo molte persone intelligenti nel team che possono risolve il rompicapo in meno di due minuti, ma in questo caso il cubo è un po’ più grosso. Dopo la ripartenza dalla Virtual Safety Car ho fatto registrare il mio miglior giro e sono riuscito a staccare di un secondo Max Verstappen. Credo che a quel punto lui abbia capito che non sarebbe riuscito ad attaccarmi e così negli ultimi giri ho anche potuto abbassare un po’ il ritmo”.