Cerchiamo di capire come la Brexit stia minacciando seriamente la sopravvivenza dell’industria automobilistica della Gran Bretagna

Esattamente come una soap opera, la Brexit sembra protrarsi all’infinito rimandando di volta in volta e cambiando in continuazione il proprio possibile epilogo. L’ultima notizia relativa alla Brexit p lo slittamento al prossimo 31 di ottobre concordato con l’Unione Europea per scongiurare il “no-deal” (uscita senza intese commerciali).

Se la situazione non dovesse risolversi entro la data prevista, la Brexit potrebbe rivelarsi una vera catastrofe economica per l’economia britannica, a partire dall’industria automotive, considerato un vero e proprio pilastro del business d’oltre manica.

Il comparto auto nel Regno Unito vanta oltre 850.000 lavoratori fra la produzione diretta e l’indotto. Molti Costruttori extra europei, come ad esempio Nissan, avevano il proprio stabilimento produttivo proprio in Gran Bretagna, ma ora sia la Casa giapponese che altre realtà hanno deciso di chiudere in Inghilterra per aprire nuove fabbriche in Europa continentale.

La questione assume una posizione ancora più grave se pensiamo all’enorme giro di affari che potrebbe andare in fumo e che per forza di cose avrebbe un’influenza negativa sulla stabilità dell’economia globale. L’industria del Regno Unito ha registrato nel 2017 ben 1,7 milioni di auto prodotte, di cui l’80% destinate all’esportazione. Le eventuali nuove tariffe doganali abbinate alla burocrazia porterebbero ad un aumento dei prezzi spropositato ed insostenibile per la Gran Bretagna, minacciando direttamente la sopravvivenza dell’industria automobilistica di questo paese.