Ad oggi il problema maggiore delle auto elettriche sono le batterie e il loro riciclo ma una soluzione tutta italiana potrebbe cambiare totalmente la situazione

Le auto elettriche hanno un grande tallone d’Achille, ovvero le batterie che alimentano i loro propulsori a zero emissioni. Il problema è che le batterie agli ioni di litio non sono 100% ecosostenibili, perché queste ultime possono essere recuperate solo in parte. La parte delle batterie che contiene litio, cobalto, manganese e nichel – chiamata in gergo tecnico Black Mass – non riesce ad essere riciclata in Europa, nemmeno nei sofisticati impianti di smaltimento tedeschi e forza di cose deve essere inviata in Asia

Per fortuna, negli ultimi tempi si è aperto uno spiraglio sul possibile riciclo delle batterie, grazie ad un rivoluzionario brevetto italiano 100% “made in Italy”. Un po’ di anni fa, il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo (COBAT) aveva incaricato il CNR di Firenze di realizzare una ricerca sulla possibilità di recuperare al 100% materiali difficili da riciclare, tra cui litio, manganese, cobalto e nichel. Il team di ricercatori è riuscito nell’impresa realizzando il primo programma europeo di questo tipo capace di essere applicato dal punto di vista industriale.

Il brevetto e i relativi sotto brevetti sono stati accettati e potrebbero dare alla luce il primo punto di riferimento nello smaltimento delle batterie a litio in Italia e in Europa. Ricordiamo che litio, manganese, cobalto e nichel sono minerali fossili che molto spesso vengono estratti da giacimenti che si trovano in paesi africani devastati dalla guerra civile e dove lavorano persone di tutte le età molto spesso in condizioni di semi-schiavitù. E’ quindi importante sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema e sul problema dello riciclo delle batterie a litio, puntando ad un sistema virtuoso e su nuove tecnologie per evitare lo sfruttamento di queste persone.

 

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