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NBA sempre più legata al mondo delle statistiche e dei numeri che la fanno da padrone anche nelle valutazioni tecniche e tattiche del basket moderno

Nel mondo del basket e non solo, le statistiche stanno assumendo un ruolo sempre più importante, quasi primario sotto diversi aspetti. L’NBA è la massima espressione al mondo per quanto concerne l’utilizzo di statistiche per fare qualsiasi passo all’interno di una franchigia. Giusto che sia così, corretto che venga dato enorme peso ai dati, ma non ha più valore il parallelismo col passato. Andare a confrontare i numeri di 30 anni fa con quelli odierni non serve più, anzi, è fuorviante. Il basket è cambiato troppo, il numero di possessi schizzato alle stelle, così come il numero di tentativi da tre punti. Imparagonabile l’NBA di un tempo con quella attuale. LeBron ha superato Jordan nei punti messi a segno, lo faranno anche tanti altri a questo ritmo, l’unico dato che non può “impazzire” è quello dei titoli vinti, dato che se ne assegna sempre e solo uno all’anno.

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Parliamo di tiri da tre? Curry è già a 1893 triple messe a segno nella sua giovane carriera, all’ottavo posto della classifica di sempre in questa speciale categoria di tiratori. A questo ritmo straccerà Ray Allen a 2973 in 1300 partite contro le 565 di Curry. Pensate un po’ se Allen avesse giocato in questo basket attuale… Ricordate un tempo lontano, quando la tripla-doppia era un dato pazzesco? Adesso è all’ordine del giorno, Westbrook ci ha insegnato come si possa chiudere una stagione in tripla-doppia di media e nella notte un giocatore “normale” come Elfrid Payton ha fatto registrare la quarta tripla doppia di fila. Il traguardo che una volta sembrava esser folle, adesso viene raggiunto anche da giocatori alla Payton. Insomma, il peso dei numeri è fondamentale nell’analisi del presente, diventa però sempre più remota la possibilità di confrontare tali numeri con quelli del passato.