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Massimo Rivola analizza la situazione: le precisazioni dell’ad Aprilia sul forcellone Ducati messo in discussione da quattro team dopo la vittoria di Dovizioso di domenica in Qatar

Il primo Gp della stagione 2019 di MotoGp ha regalato sicuramente tantissimo spettacolo ed emozioni incredibili, col duello finale di Marquez e Dovizioso, che ha visto quest’ultimo avere la meglio sul campione del mondo in carica. Al termine della gara del Qatar, però, quattro team si sono subito appellati alla Commissione, per poi rivolgersi alla Corte d’Appello Federale, per un device montato sulla Desmosedici Gp di Dovizioso, reputato irregolare.

Vittoria sub judice, dunque, per Dovizioso, in attesa di una decisione definitiva che faccia chiarezza sulla situazione, definendo una volta per tutte se il deviatore di flusso montato sul forcellone della Ducati è regolare o meno.

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Nell’ultima gara dell’anno scorso a Valencia la Yamaha aveva utilizzato una specie di cucchiaio attaccato al forcellone che in caso di pioggia divide l’acqua ed era stato considerato legale per principi di sicurezza. Con quella soluzione la Yamaha ci aveva aperto gli occhi. Tant’è che a inizio anno abbiamo chiesto al delegato tecnico se potevamo andare a sviluppare qualcosa in quell’area, dove sappiamo che c’è prestazione. La risposta di Aldridge del 19 febbraio ribadiva però che una soluzione simile “potrà essere montata solamente in condizioni di bagnato”. Di conseguenza ci siamo fermati“, ha spiegato Massimo Rivola, a.d. Aprilia alla ‘rosea’.

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Rivola si è poi focalizzato sull’appendice Ducati e le differenze con quella Yamaha: “è un triplano, ovvero un’ala che per sua definizione genera un carico aerodinamico. All’inizio abbiamo pensato che si trattasse solo di una prova ma, a una nostra domanda in tal senso, il 2 marzo il delegato ha mandato un chiarimento tecnico stranamente proprio su quella interpretazione, dove dà delle misure e stabilisce che non può generare carico. Che però quell’elemento lo faccia è abbastanza facile da intuire, come si può evidenziare in un semplice studio di fluidodinamica che fa capire come tutto quello che fai davanti ha effetto su quello che c’è dietro: in quella zona l’aria è velocissima, metti un triplano e generi carico. Non mi sembra che ci sia molto da discutere. C’è poi un altro punto da chiarire: un’ala non può essere mobile, questa in sé non lo è, ma se l’attacchi a un forcellone che è invece è mobile, ha un effetto differente a seconda che tu sia in una frenata o meno“.

L’ad Aprilia ha voluto poi precisare che non si è trattato di un dispetto nei confronti della Ducati e di aver precedentemente avvisato sia Dall’Igna che Ezpeleta, chiedendo alla Federazione una maggiore attenzione e precisione per evitare che si ripetano sgradevoli episodi simili.