Ducati vs tutti, un caos inutile ed evitabile: i piani alti della MotoGp impreparati, ma il regolamento non dovrebbe parlar chiaro?

La prima gara della stagione 2019 di MotoGp ha rispettato le aspettative: una sfida mozzafiato, con un finale al cardiopalma grazie all’ennesimo duello tra Marquez e Dovizioso, vinto da quest’ultimo. Una grandissima festa a Losail, al termine del Gp del Qatar, per un primo weekend di gara che non ha di certo lasciato delusioni.

Peccato, però, per un episodio che ha macchiato tutto l’evento qatariota: al termine della gara quattro team hanno protestato in Race Direction a causa di un device applicato sotto il forcellone della Desmosedici Gp di Dovizioso, ritenuto irregolare.

Si tratta di uno spoiler montato davanti alla gomma posteriore che secondo la Ducati serve per raffreddare lo pneumatico, ma per i team protestanti non fa altro che migliorare il grip e ridurre l’usura della gomma. La Commissione gara ha rigettato il ricorso dei quattro team che però si sono rivolti successivamente alla Corte d’Appello FIM. Il delegato tecnico della MotoGp, Aldridge, aveva autorizzato il device Ducati, ma il suo giudizio adesso è messo in discussione.

AFP/LaPresse

Un episodio contorto che macchia sin da subito il Mondiale 2019 di MotoGp e che lascia sorpresi tutti i fan: è impossibile non domandarsi come è possibile che si crei un caos del genere? Con approfonditi studi, esami e analisi sulle moto, non si sarebbe potuta evitare questa situazione sgradevole?

Dovizioso, seppur vittorioso in pista, non può godersi del tutto il suo successo, momentaneamente congelato, per una mancanza dei piani alti della MotoGp, che hanno dimostrato di non essere ancora del tutto pronti a gestire situazioni ‘bollenti’.

Un ‘caso’, quello nato in Qatar, che anche una volta chiuso, farà parlare ancora di sè, poichè, qualsiasi decisione presa, lascerà qualche team scontento, che tra lamentele, ‘ripicche’ e alternative non placherà le polemiche.