Kakà
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L’ex giocatore brasiliano ha parlato in vista del derby di questa sera tra Milan e Inter, compiendo la propria personale analisi

Il derby si avvicina, Milan e Inter sono pronte a scendere in campo per provare a prendersi tre punti fondamentali nella corsa Champions. Chi queste sfide le ha giocate e decise è Ricardo Kakà, riuscito ad entrare nel cuore dei tifosi rossoneri anche per i suoi gol nella stracittadina milanese.

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Proprio in vista del match di San Siro, il brasiliano ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport: “ci vorrà tempo, però si può parlare di un Rinascimento della Milano del calcio. L’Inter era già tornata in Champions, anche se poi non è andata bene, il Milan è terzo. E’ già qualcosa, un bene per tutti e due. La Juve è lontana, però Leo e Maldini stanno lavorando bene. La squadra sta crescendo con una spesa molto relativa, è importante tornare in salute economicamente. Piatek? E’ forte, è un bomber, ma paragonare è nocivo. Quello che impressiona di Piatek è che sia sempre al posto giusto nel momento giusto, è veramente un bell’acquisto. Per quanto riguarda Paquetà, la sua strada è in Europa. Leo sarà importante per lui quanto lo è stato per me, poi è un brasiliano e questo ricrea passione fra il Brasile e il Milan. Mi fa doppiamente piacere che Paquetà faccia cose belle con il Milan perché mi fa ricordare i miei anni lì. Paquetà e Piatek si costruiranno una loro storia, non devono pensare a quelle degli altri“.

icardi spalletti
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Kakà si sofferma poi sulla questione Icardi e sull’incidenza di Ronaldo sulla Juve: “so poco e non entro nel merito. Maurito è un giocatore che sposta gli equilibri. In questo mondo dominato dai social è difficile per i giocatori gestirsi, è un rischio molto grande. Devi riuscire a dividere il piano personale dalla carriera. Non è semplice, ma Icardi è importante per la squadra. Penso che la cosa migliore sarebbe dirsi ‘parliamone, davvero’. Ronaldo? Non mi sorprende per quello che è, mi sorprende perché è ancora a questi livelli. Credo ci sia anche un effetto Messi, la sfida infinita, questa voglia di superarsi sempre. A 34 anni e dopo tanti successi Cristiano trova ancora delle motivazioni sorprendenti. Il Real invece ha risentito del suo addio, dovrà essere bravo Zidane a riportare in alto la squadra dopo il suo ritorno“.

kakà
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C’è spazio anche per i rimpianti: “forse, visti i problemi che ho avuto, avrei potuto prendermi presto un fisioterapista che si prendesse cura di me sempre” prosegue Kakà. “Questo mi avrebbe aiutato a rendere di più, anche se ho avuto la fortuna di giocare in club molto organizzati. C’era un grande staff, ma anche tanti giocatori da seguire. Avrei dovuto investire di più su me stesso. L’ho fatto negli ultimi anni, avrei potuto farlo prima. Adesso non mi sento vecchio, ma è strano. Sto viaggiando molto, sto di più con i miei figli, faccio cose che non riuscivo a trovare il tempo di fare, tipo sciare, o surfare. Ho vissuto il prima e il dopo: ora il calcio è diverso, ai miei tempi non c’erano i telefonini che fotografavano tutto, e io posso paragonare i momenti“.