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L’avvio non è certamente da sogno, ma non basta una gara nata male per puntare il dito contro la Ferrari

Il solito disfattismo italiano, un avvio poco soddisfacente ed ecco che lo scenario cambia radicalmente. Due settimane fa tutti ad incensare la Ferrari per la velocità dimostrata in pista, elogi e lodi sperticate all’indirizzo di una SF90 apparsa subito solida e consistente. Sono bastati quattordici giorni per trasformare quelle parole al miele in critiche feroci, abbattutesi come un uragano sul team di Maranello per una gara nata male e terminata comunque con 22 punti in classifica. D’accordo parliamo del peggiore inizio stagionale dal 2012 con Fernando Alonso, ma che senso ha gettare fango sul Cavallino quando sono passati solo 58 giri dall’inizio del nuovo Mondiale?

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Il solito disfattismo italiano, senza basi e senza alcuna logica. Bastano un quarto ed un quinto posto per scatenare uno sciame di critiche inutili e frettolose, che potrebbero già trasformarsi in lodi nel caso in cui Vettel o Leclerc dovessero vincere il Gp del Bahrain. Cosa faranno in quel caso quegli pseudo-tifosi che oggi stanno puntando il dito contro Binotto e i piloti della Rossa? L’avvicendamento con Arrivabene era stato visto come l’inizio del nuovo corso Ferrari, sono bastati pochi mesi affinché il team principal diventasse il capro espiatorio di questa situazione.

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Il solito disfattismo italiano, caratterizzato più dalla foga del momento che dalla pura e semplice realtà, che parla di una Ferrari veloce che deve solo trovare la strada giusta da percorrere. La SF90 ha già dimostrato di saper tenere testa alla Mercedes, spingendo Wolff ad ammettere la superiorità della Rossa prima di arrivare in Australia. Il circuito dell’Albert Park ha mostrato valori diversi ma particolari, perchè è noto come il circuito di Melbourne sia a se stante, non rispecchiando i reali livelli delle monoposto.

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Il solito disfattismo italiano, una giornata storta può capitare in qualsiasi sport, senza giustificare tutte queste feroci critiche. Non bisogna dimenticare che l’anno scorso la Ferrari vinse sia in Australia che in Bahrain, senza alzare alcun titolo Mondiale. Forse è il caso di abbassare i toni e non puntare subito il dito, finiamola con il solito disfattismo italiano