doping ciclismo

Mondiali di sci nordico di Seefeld sono stati scossi dall’ondata di arresti per doping seguita ad un’attenta indagine della polizia austriaca

Un’organizzazione criminale, strutturata in maniera molto simile alla mafia, presente per anni ai più importanti eventi sportivi internazionali. Così la polizia austriaca descrive il clan al centro dell’inchiesta antidoping che alla fine di febbraio ha portato all’arresto di 9 persone, tra cui 5 atleti, ai Mondiali di sci nordico di Seefeld. Lo scandalo si è già allargato ad altri sport con le confessioni shock dei due ciclisti Stefan Denifl e Georg Preidler. L’inchiesta ruota attorno al medico Mark Schmidt, ora recluso in un carcere a Monaco e già in passato accusato di pratiche illegali nel ciclismo con il team Gerolsteiner. Secondo quanto spiegato oggi in una conferenza a Vienna da Dieter Csefan, a capo della sezione sul crimine organizzato della polizia austriaca, la rete che ruota attorno al medico di Erfurt aveva “nette somiglianze con le organizzazioni della mafia russa, italiana o balcanica”. “Il dottore (Schmidt, ndr) e i suoi complici erano presenti a competizioni e importanti eventi internazionali per anni“, ha aggiunto Csefan, spiegando di non poter ancora fornire ulteriori dettagli a riguardo e limitandosi a sottolineare che “questa organizzazione criminale aveva il chiaro intento di arricchirsi su larga scala“. Il clan aveva una struttura gerarchica con compiti specifici tra i suoi membri, dal trasporto del sangue degli atleti alle trasfusioni. I malviventi hanno utilizzato telefoni cellulari stranieri con schede prepagate per eludere i controlli. (Spr/AdnKronos)

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