I reati relativi all’alcol alla guida vengono archiviati sempre più spesso perché il sistema non riesce a gestirli come si deve creando una situazione di grande pericolo

La Cassazione ha ribadito più volte che quando il comportamento è di particolare tenui e non abituale non vengono applicate sanzioni penali anche con tasso alcolico doppio del limite. Dietro a queste decisioni c’è una lenta, ma inesorabile depenalizzazione della guida in stato di ebbrezza anche nei casi in cui il tasso alcolico nel sangue risulta elevatissimo (parliamo anche di più del doppio).

Questa situazione evidenzia una vera e propria crisi della giustizia: prima vengono stabiliti come reati dei comportamenti ad alto rischio e successivamente questi reati vengono archiviati perché il sistema non riesce a gestirli come si deve, quindi ingolfano di conseguenza la macchina della giustizia e sempre più spesso finiscono in prescrizione.

Ci sarebbe quasi da ridere se non fosse per il fatto che l’alcol alla guida provoca ogni anno una strage di innocenti che non conosce fine. Quello che ci chiediamo è perché bisogna aspettare che un guidatore ubriaco investa ed uccida qualcuno per vedere una condanna? Basterebbe puntare sulla prevenzione e punire in maniera severa chi guida con un tasso alcolemico superiore al consentito, prima che quest’ultimo provochi danni irreparabili.

Come se non bastasse, ai procedimenti archiviati si aggiunge anche la mancata revisione permanente degli etilometri, sempre più diffusa. Nel frattempo si moltiplicano i molti sulla strada, una strage continua figlia di una guerra permanente e purtroppo sempre più silenziosa.

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