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Roger Federer torna a parlare del suo ritiro e rivela un particolare indizio su cosa potrebbe fargli dire addio: quando lo svizzero non sarà più in grado di battere i top player appenderà la racchetta al chiodo

L’anno scorso Roger Federer ha stupito tutti vincendo gli Australian Open. Il tennista svizzero, da quel successo in poi, non è riuscito a mantenere la solita continuità di sempre nei grandi appuntamenti. Niente Roland Garros, debacle a Wimbledon e US Open, niente finale nelle Finals ATP ed eliminazione agli ottavi degli Australian Open 2019. Fra un’apparizione a Melbourne e l’altra, è stato un anno avaro di grandi soddisfazioni. In molti si sono chiesti se il livello di Federer sia calato, come del resto sarebbe anche comprensibile visti i 38 anni da compiere ad agosto e se al ritiro manchi sempre di meno.

Intervistato da Tribune de Geneve, il tennista svizzero ha spiegato che il suo ritiro dipende essenzialmente da due eventualità: quella che la sua carriera e la vita della sua famiglia risultino incompatibili e il non riuscire più a battere i top player: “giocare per partecipare non è abbastanza per il mio grado di piacere. Mentirei se dicessi che perdere nei primi turni di un torneo non mi infastidisce. Non voglio soltanto far parte dell’evento, il divertimento è anche collegato alle vittorie. Devo avere rispetto per me stesso e poter giocare a un certo livello. Poi se non riesco a farlo in ogni partita o ogni settimana, non importa. Ma deve succedere diverse volte l’anno. È facile: ciò che mi motiva, in allenamento e in partita, è sapere che posso battere i migliori. Quando non succederà smetterò? È una possibilità, sì. Potrebbe anche avvenire anche a causa di un dolore troppo frequente che non ti permette di dare il massimo. O viaggi ripetuti. Ma c’è una priorità: la mia famiglia. Se questa vita non è più congeniale ai miei figli e a mia moglie, questo sarà un motivo per ritirarmi. Penso a quando smettere? Sì ovviamente, quando sono a casa per esempio. Se sei a casa, non hai nei programmi a breve termine un torneo o qualcosa che ti occupa la mente. O in vacanza. A volte mi chiedo dove sarò tra dieci anni, cosa mi succederà. E non è una domanda direttamente collegata alla decisione di ritirarsi, ma al mio futuro. Detto questo, a un certo punto non sarò più un tennista“.