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Petra Kvitova è stata chiama a testimoniare in tribunale contro l’aggressore che, due anni fa, la rapinò in casa aggredendola con un coltello: la confessione della tennista è terribile

Nei giorni scorsi Petra Kvitova è stata costretta a fronteggiare nuovamente il suo oscuro passato. Questa volta però, per dare una netta accelerata alla parola fine su una torbida vicenda che l’ha segnata per sempre. La tennista ceca è stata chiamata a testimoniare in tribunale contro l’uomo che due anni fa l’ha aggredita in casa durante un tentativo di rapina, accoltellandola alla mano e mettendo a rischio la sua carriera. La confessione di Kvitova è stata a dir poco scioccante: “mi ha chiesto di accendere il rubinetto dell’acqua calda e subito dopo mi ha puntato il coltello alla gola. Per proteggermi ho afferrato con entrambe le mani il coltello e lui mi ha colpito alla mano sinistra. Ricordo di essere improvvisamente caduta per terra. Urlavo e vedevo sangue dappertutto. Gli ho dato dei soldi e non appena è andato via ho chiamato l’ ambulanza e la polizia. Tutte le dita della mia mano erano state tagliate. Ancora oggi, la mobilità non è perfetta, non ho sensibilità in alcuni punti del pollice e dell’indice. Ho riconosciuto subito il mio aggressore dalle foto della polizia, ho ricordato soprattutto i suoi occhi”.

L’uomo rischia una condanna di 12 anni di carcere. La portavoce di Kvitova ha reso noto che la tennista si è detta soddisfatta delle prime fasi del processo.