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(Marco Alpozzi - LaPresse)

Roberto Mancini fa il quadro della situazione sulla Nazionale: il ct azzurro ha le idee chiare su Zaniolo e gli altri talenti italiani

Roberto Mancini torna sull’argomento Nazionale. Il ct dell’Italia, a seguito della ‘scoperta’ Zaniolo e delle nuove convocazioni di marzo per la sfida contro la Finlandia, ha detto la sua in un’intervista a ‘Corriere della Sera’.

MANCINI – LaPresse/Tano Pecoraro

Commentando il tema più scottante, ossia l’esplosione del talento di Nicolò Zaniolo, l’allenatore ha spiegato: “la Roma sta facendo una buona politica. Se riesce a prenderne altri può avere una base molto solida, perché i ragazzi stanno crescendo in fretta. Zaniolo lo avevo seguito all’Euro Under 19 e, oltre a lui, mi avevano impressionato Tonali, Kean e Scamacca. Zaniolo mi era piaciuto perché è forte fisicamente, arriva spesso al tiro e quando ha il pallone non glielo portano mai via. A volte coi giovani è difficile capire. Io ci ho visto delle qualità, uno così non lo abbiamo, è completamente diverso da Barella, Jorginho e Verratti. Ha le caratteristiche per essere un interno, il paragone con Pogba ci sta. Adesso però servono calma e pazienza. Anche lui andrà in difficoltà”.

“Stiamo seguendo tanti ragazzi. I giovani sono il filo conduttore: in due anni possiamo mettere insieme una squadra forte che può fare bene agli Europei. E può giocarsi alla grande il Mondiale del 2022“: ha rivelato Mancini. “Il Mondiale fallito ormai è passato. Il trauma è superato. – ha continuato il tecnico azzurro – Bisogna tenerlo presente come monito, però abbiamo il dovere di tornare a pensare in grande. Non ci sono squadre più forti in assoluto. L’Argentina con Messi non ha vinto neanche la Coppa America. Le altre Messi non ce l’hanno, quindi perché noi non possiamo pensare di vincere l’Europeo?”.

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Photo by Francisco LEONG / AFP

Dopo la notizia del tumore di Gianluca Vialli, Roberto Mancini non ha novità: “non ho sentito Luca. Credo che se verrà da noi sarà un valore aggiunto”. Ciro (Immobile, ndr) deve tornare a segnare in Nazionale, come Belotti, Insigne, Politano. Poi faremo delle scelte – ha aggiunto Mancini sul tema Nazionale –  (Balotelli, ndr) Se fosse quello di dieci anni fa, che correva da tutte la parti sarebbe l’ideale. Ma a 28 anni è ancora nel pieno delle sue possibilità. L’ho gestito per tanti anni e non mi crea problemi. È lui che deve avere la testa a posto come non l’ha mai avuta negli ultimi anni per meritarsi la convocazione. Deve giocare bene, fare gol e stare attento a non farsi ammonire”.

Sul girone di qualificazione agli Europei, poi Mancio ha le idee chiare: “come ho detto: ricordiamoci la Svezia, perché tutte le partite sono ricche di difficoltà. Finlandia, Bosnia e Grecia, soprattutto in trasferta, possono crearci dei problemi”.