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Il Napoli liquida 0-3 lo Zurigo e chiude la qualificazione agli ottavi già all’andata. Gli azzurri sono la squadra favorita del torneo, Ancelotti mantiene alta la concentrazione, serve un trofeo per diventare grandi

Serata di San Valentino speciale per i tifosi del Napoli, divisi fra attenzioni al proprio partner e alla gara d’Europa League degli azzurri, impegnati nella trasferta di Zurigo. Con buona pace di fidanzati e fidanzate, il Napoli in formato europeo è una squadra capace di far battere il cuore. Inutile rimarcare la differenza di valori nel confronto con lo Zurigo, presente tanto sulla carta quanto in campo, sottolineato dal netto 1-3 con il quale i partenopei hanno superato la quarta forza del campionato svizzero.

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Ben più interessante è volgere lo sguardo al futuro del Napoli, dando per scontato il passaggio del turno, salvo clamorosi cataclismi nella gara di ritorno al San Paolo. Insigne, autore del gol che ha sbloccato la gara (il primo da capitano post Hamsik), e compagni sono i favoriti per il successo finale, è inutile girarci intorno. Arsenal e Chelsea sono le uniche due squadre che non sfigurano in un ipotetico confronto in termini di qualità della rosa e blasone, pur restando attualmente la 5ª e la 6ª squadra della Premier League con tutti gli alti e bassi delle rispettive stagioni. Il Siviglia forse la variabile impazzita da tenere d’occhio. Tutte le altre squadre sono inferiori a quella che, dietro una Juventus stellare, è pur sempre la seconda squadra d’Italia, probabilmente la prima in termini di qualità di calcio espresso.

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Il Napoli ha finalmente un organico importante, sfruttato a pieno dopo le ristrettezze numeriche del ‘Sarrismo’, che presenta giocatori di qualità e personalità in ogni reparto: da Ghoulham a Fabian Ruiz, passando per Callejon e Zielinski (autori degli altri due gol di giornata). Koulibaly e Insigne sono forse i talenti più cristallini, i ‘top player’ in grado di fare la differenza. Dall’alternanza di Milik e Mertens possono passare i gol decisivi per la vittoria. Una squadra dal grande potenziale, guidata con maestria da Carlo Ancelotti, un allenatore che sa come si vince in Europa.

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Ne è l’esempio la partita di questa sera. Nanche l’ombra del turnover, titolari in campo, aggressività fin dalle fasi iniziali, risultato sbloccato nel primo tempo e messo in ghiaccio con altri due gol. Unico neo la disattenzione finale che ha portato al gol di Kololli su rigore. Servirà da lezione. Da questi piccoli accorgimenti il Napoli deve prendere spunto per diventare grande, e per fare il salto di qualità, per passare alla ‘dimensione successiva’, serve ciò che trasforma un ‘buon club’ in un ‘grande club’: i trofei. Vincere l’Europa League significherebbe tanto in termini di status, blasone e consapevolezza dei propri mezzi e aiuterebbe a ridurre il gap idelogico con le grandi d’Europa. Il Napoli è obbligato a provarci, questa competizione può essere un importante crocevia per il futuro che inizia da un banale successo nella notte più romantica dell’anno.