luca marini
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Il pilota pesarese si è raccontato ai microfoni di Guido Meda in occasione dei suoi quarant’anni, tanti gli aneddoti raccontati dal Dottore

Le cazzate da giovani con Uccio e la crescita del fratello Luca Marini, per il quale ha anche pianto. Questi ed altri sono i temi trattati da Valentino Rossi nel corso dell’intervista concessa a Guido Meda per i suoi quarant’anni, un lungo excursus della propria carriera legato alle battute di alcuni film, utili per collegarsi a determinati momenti della propria carriera.

casey stoner
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Dopo le anticipazioni uscite ieri, Sky Sport ha mandato in onda integralmente “#SkyVale40, the Movie”, partendo dal litigio con Casey Stoner nel 2011, quando l’australiano gli rivolse la celebre frase del film “Blow” Johnny Depp ‘La tua ambizione è superiore al tuo talento’. “Mi avevano detto dopo l’incidente che quella frase c’era anche in Blow, magari l’aveva semplicemente pensata uguale. Forse sarebbe servita da parte mia una risposta altrettanto efficace, altrettanto importante, ma lì per lì era così arrabbiato che non avevo molto da dirgli, se non provare a fargli le mie scuse. Io ho avuto due gruppi diversi di avversari forti nella mia carriera, divisi in due ere. La prima con Capirossi, Biaggi e Gibernau. La seconda con Stoner, Lorenzo e Marquez. Con i primi tre io ero quello giovane che provava a batterli e ci riuscivo anche. Con i secondi tre quello da battere sono diventato io. Comunque i più duri sono stati i secondi: Stoner, Lorenzo e Marquez, ma non saprei dire in quale ordine“.

Il film dei Blues Brothers riporta poi alla memoria di Valentino Rossi i ricordi del passato: “questo è il mio film. Nessuno vuole guardare i Blues Brothers insieme a me perché anticipo tutte le battute. Lo so a memoria, loro sono fantastici. Sono un po’ come i motociclisti, simpatici ma di fondo degli irregolari. E un po’ rivedo la gioventù mia e di Uccio. Andavamo a ballare e tornavamo a casa facendo gli scemi in macchina, perché allora al volante non sentivamo la pressione e i giusti controlli che ci sono oggi sulle strade, facevamo delle cazzate. Avevamo la nostra BluesMobile che era una Honda Logo. Un’utilitaria nera in cui ci comprimevamo in cinque. La chiamavamo ‘La Logo da vago’, nel senso che con quella macchina vagavamo dappertutto. E avevamo messo pure l’adesivo dietro sul portellone LOGODAVAGO“.

valentino rossi
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Arriva il turno di ‘Ogni maledetta domenica’ di Al Pacino, Valentino Rossi svela però di farsi autonomamente i discorsi motivazionali: “il nostro è uno sport individuale, sei solo. Nella squadra è il gruppo che vince, da noi no. Però Uccio, Albi e Carlo sanno tenermi su e poi ho imparato da me negli anni. Sono cambiato nel tempo, nel senso che le cose buone di me ho cercato di preservarle e sui difetti ci ho lavorato. Per alcuni aspetti sarebbe un po’ triste se a quarant’anni fossi ancora come a venti. Per altri invece sarebbe bello. La gente ancora ricorda le mie scenette come se fossero di ieri, invece sono cambiate molte cose. Ad esempio all’epoca non potevo sopportare di arrivare secondo; poi c’è un momento in cui scopri che bisogna resettarsi, bisogna ricentrarsi e impari anche ad accettare un secondo posto come un buon risultato. I sorpassi? E’ sempre stata di più la forza della follia. Va al di là di quello che puoi pensare. Lì fai ‘all in’ e in realtà non sai quello che succederà. E’ quel momento lì. E’ l’istinto. Magari avevi pensato che l’altro non deve passare, che piuttosto vai per terra, ma è lì che accade. L’importante è riuscire a finalizzare la manovra, lì gioca il talento naturale, perché se ogni volta fai un disastro è un attimo passare per stupido invece che per fenomeno”.

luca marini
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Infine, c’è spazio anche per un po’ di commozione legata al fratello Luca Marini: “chi mi ha dato più soddisfazione è proprio mio fratello, Luca Marini. Degli altri sapevamo già tutto. Loro stessi sapevano già che mezzi avevano e cosa volevano fare. Non è che li abbiamo trovati nei parcheggi. Era gente che aveva deciso. Di Luca invece bene bene non si sapeva e non lo sapeva neanche lui. Magari temeva di non essere all’altezza e magari di essere lì in quanto fratello di Valentino. Oppure aveva in mente altre strade. Io sapevo che lui poteva andare forte, ma in realtà non così. E’ stato davvero sorprendente, oltre le aspettative. Era il momento, doveva fare qualcosa, l’ha fatto. Vederlo vincere è stato pazzesco. Quella volta ho anche pianto“.