Il pilota pesarese è stato intervistato in occasione dei suoi 40 anni, una lunga chiacchierata nel corso della quale ha svelato aneddoti e retroscena

I 40 anni di Valentino Rossi sono arrivati, domani il Dottore taglierà questo importante traguardo lanciando un’occhiata alla nuova stagione che sta per cominciare.

Marco Simoncelli
LaPresse/Simone Rosa

Per l’occasione, Sky Sport ha voluto omaggiare il pilota della Yamaha con una speciale programmazione, all’interno della quale è prevista anche una lunga intervista ritmata condotta da Guido Meda e intitolata ‘Vale40, the Movie’. Quella completa andrà in onda domani, ma alcuni estratti sono stati già svelati come per esempio quello relativo alla morte di Marco Simoncelli: “io ascolto ‘We Got to take the power back’ dei Rage Against the Machine. La metto per caricarmi, per cercare di riscattarmi quando le cose non vanno. Le cose quelle sportive intendo. Ma quella di Simoncelli è proprio tutta un’altra area. Lì ci sono dolori e sentimenti che vanno in un’altra direzione e che restano dentro per sempre come una cosa mia. In quel periodo io avevo anche l’età giusta per smettere, ma c’è stata la passione per quello che facciamo che ha compensato la fatica di quel momento. Così, la verità è che non ho mai pensato di smettere. La passione mi ha mandato avanti“.

valentino rossi
AFP/LaPresse

La privacy è sacra per il Dottore, anche se con i social è difficile conservarla: “ognuno deve avere un margine per i propri segreti. Certo , se uno ha una relazione sentimentale in corso deve anche sapere dove fermarsi. Però è giusto che ciascuno abbia una parte della vita che è solo sua. Nel mio caso la privacy è sacra. Adesso è diventato un incubo. Siamo tutti controllati, da mattina a sera. Nei telefoni con i social c’è tutto, di tutti. Che poi è assurdo perché con i social siamo noi stessi che facciamo vedere delle cose di noi,  ci mettiamo in mostra e ci sembra anche una gran figata. Poi un giorno scopriremo che è una sciocchezza incredibile. Uso il telefono quando mi annoio, fa ridere che ci siano delle volte in cui rinsavisci di colpo, butti il telefono e a te stesso dici… ‘basta adesso’. Poi il telefono è implacabile, perché adesso ti manda anche il messaggio in cui ti dice quante ore l’hai usato in una settimana, che è perfetto per farti sentire in colpa“.

max biaggi
Foto Fabrizio Corradetti / LaPresse

Non manca poi un accenno alla schietta rivalità con Biaggi: “era diverso il tempo, l’epoca, il mondo. Si poteva anche avere una rivalità vera con tutto quello che comportava. Adesso la furbizia la fa da padrona, è una cosa di comodo. Adesso far finta di andare d’accordo con tutti, per molti finisce per essere una maniera di risparmiare del tempo. Oggi una rivalità come quella con Biaggi sarebbe molto più difficile da gestire. Ma mi piaceva di più. Prima era meglio. Non ci dovrebbero essere obblighi. Ci sono quelli per cui hai del rispetto, della simpatia…Va bene, ma gli altri? Quelli con cui proprio non va? Anche no! Non c’è bisogno che andiamo d’accordo con tutti per forza!”.