danilo petrucci
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Danilo Petrucci e la simulazione gara in collaborazione con Dovizioso: il ternano racconta nel dettaglio il lavoro effettuato in pista oggi in Malesia nella seconda giornata di lavoro ai test di Sepang 2019

E’ terminato da diverse ore ormai il secondo giorno di test di MotoGp sul circuito di Sepang. Giornata di intenso lavoro in Malesia per il Mission Winnow Ducati Team, con Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci che hanno effettuato insieme una simulazione di gara divisa in due parti da 10 giri ciascuna.

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Abbiamo fatto due mezze gare ed avevamo già pianificato questa cosa due settimane fa, a casa. L’ha proposta Andrea, perché lui deve capire delle finezze che gli mancano per vincere la gara, mentre io devo capire come si fa ad andar forte senza consumare la gomma, che è un po’ il mio punto debole. E’ andata molto bene. Nei primi dieci giri siamo partiti con le gomme nuove ed è stato Dovi davanti. Chiaramente non siamo partiti come se dovessimo fare una gara di dieci giri, ma per capire come rimanere costanti senza massacrare la gomma. Nel secondo run ero un po’ più preoccupato perché dovevo stare io davanti ed avevamo già le gomme un po’ usate. Pensavo che saremmo stati più lenti, invece abbiamo fatto i nostri best agli ultimi due giri. Siamo molto soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto oggi“, ha spiegato Petrucci ai microfoni di Motorsport.

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Il ducatista ternano, nono oggi nella classifica dei tempi, si è focalizzato sulle differenze tra lui ed il suo compagno di squadra: “lui ha capito questo modo per andare molto forte senza gravare troppo sulle gomme in accelerazione. Io istintivamente tendo ad essere un po’ più aggressivo per frenare un po’ più forte e questo fa sì che in certe curve non riesco ad arrivare in corda, quindi per recuperare tempo vado un po’ prima sull’acceleratore. Avendo davanti Andrea ho capito molte cose, ma spero che ne abbia capite anche lui quando ero davanti io, perché abbiamo fatto comunque un buon passo con le gomme usate“.

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Io non sono ancora abbastanza veloce da vincere la gara, ma ho capito molte cose oggi, perché Andrea molto gentilmente me le ha spiegate, ma soprattutto me le ha fatte vedere in pista. Abbiamo raccolto una quantità impressionante di dati. Ovviamente non c’erano la pressione e l’adrenalina della gara, ma l’obiettivo era cercare di capire alcune cose importanti e la missione è stata compiuta“, ha aggiunto Petrux.