andre silva
CRISTINA QUICLER / AFP

L’attaccante portoghese ha parlato del match con la Lazio di Europa League, soffermandosi anche sulla situazione Milan e sul proprio futuro

L’Italia nel passato e nel futuro prossimo, considerando che il Siviglia si giocherà l’accesso agli ottavi di Europa League contro la Lazio. André Silva sarà una delle armi a disposizione degli spagnoli per provare a superare la formazione di Inzaghi, che l’attaccante portoghese conosce benissimo per averla affrontata nella scorsa stagione.

Alfredo Falcone/LaPresse

Intervistato ai microfoni della Gazzetta dello Sport, l’ex Milan ha sottolineato le insidie che attendono il Siviglia: “la Lazio è una delle più forti che potevamo incontrare, ma andiamo a Roma per vincere. Qui al Siviglia si respira la passione per l’Europa League, hanno messo le 5 vinte allo stadio in bella vista, ci tengono un sacco. Io sono un giocatore del Milan e voglio essere informato sulle squadre italiane, i biancocelesti li ho visti contro l’Inter in coppa: squadra forte che gioca bene contro le grandi e dall’anno scorso me la ricordo come una squadra complessa, bisogna dare il meglio per batterla. Ci sono aspetti positivi e altri negativi ma la stanchezza non sarà una scusa se perdiamo, perché vogliamo vincere e se non lo faremo sarà merito della Lazio perchè non dimentichiamo che affrontiamo una formazione attrezzata”.

Milan Andrè Silva
LaPresse/Spada

André Silva poi si sofferma sul presente: “la cosa più importante per un giocatore è la fiducia, e qui ne ho sentita tanta e da subito. Il passato è passato, le cose potevano andare diversamente in Italia. Il calcio non è uno sport individuale, puoi avere le tue aspettative ma non sei solo e altre persone ti devono far fare le cose o almeno provare a fartele fare. Il Milan? Si sta ritrovando e sono felice, sono quarti nonostante lottino con grandi rivali e quello è l’obiettivo principale. E in coppa hanno battuto il Napoli, per cui va bene. Spero che continuino così. Il Milan non è quello di qualche anno fa ma può tornare grande e spero che lo faccia. Il mio obiettivo al momento è far bene qui, e aspettare. Se dovessi decidere, andrei a giocare nella miglior squadra del mondo. Così come se mi dicono di scegliere tra titolare a Siviglia o al Milan senza giocare mai, la preferenza è scontata. Però sono in mezzo a due situazioni: qui sto bene e sono un giocatore del Milan. Non ci penso, altrimenti mi distraggo. Dalla società rossonera mi mandano messaggi e mi dicono che sto facendo un buon lavoro, del resto per loro sono comunque un investimento. Nella squadra ho tanti amici e quando sono venuti a Siviglia a giocare col Betis sono stato in albergo a salutarli“.