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Luciano Spalletti su Mauro Icardi, l’allenatore nerazzurro e la verità sull’esclusione dell’argentino dalla rosa: “è lui che non si è presentato”

Una giornata intensa quella di Mauro Icardi, che dopo essere stato ”espropriato” della fascia da capitano dell’Inter, si è tirato fuori dalla rosa a disposizione di Luciano Spalletti per il match contro il Rapid Vienna. A differenza di quanto si era in un primo momento ipotizzato, infatti, l’attaccante nerazzurro è stato convocato da Spalletti  per la sfida di Europa League di domani, ma non si è reso disponibile.

A confessarlo lo stesso allenatore dell’Inter. “È stata una decisione difficile e dolorosa, condivisa da tutte le componenti della squadra. – ha detto Spalletti ai microfoni di Sky Sport 24 – È stata una decisione presa per il bene della squadra. È stato lui a non venire, lui era convocato, ma non è venuto con la squadra. Io dico la verità, gli sarà dispiaciuto e ci sarà rimasto male. È stato difficile comunicarlo e prendere la decisione. Dopo Parma ci sono state delle decisioni da prendere”.

Sul rinnovo di Icardi, a rischio dopo le vicissitudini di oggi, Spalletti ha spiegato: “io non mi interesso di contratti, lasciamo questo a chi lo sa fare benissimo, la società ne ha fatti tantissimi, dovete parlarne con loro. Noi dobbiamo pensare alla partita. Ci sono situazioni nel calcio, come nella vita, che non ripassano. Dobbiamo mettere tuti i pensieri e le attenzioni per fare il risultato, se c’è qualcuno che ha idee diverse da questa e che non pensa solo a fare il risultato domani sera ha sbagliato posto. La squadra che affrontiamo è forte, ha fatto il risultato in Russia, con uno dei club più difficili. Poi c’è la componente che non sappiamo come stanno perchè non hanno giocato ultimamente”.  

Tornando sull’affaire Icardi, poi l’allenatore nerazzurro ha chiosato: “la decisione è stata presa nel momento che andava presa. Decisione sofferta da parte nostra, ma voler bene significa anche dire le cose come stanno, come nelle famiglie. Chi ti vuole bene ti dice le cose come stanno. Non abbiamo dubbi che la squadra reagisca nel modo più corretto. È possibile comunque che le cose che gli girano intorno (ad Icardi, ndr) disturbano lui e la squadra di cui era capitano, noi però le attenzioni dobbiamo metterle nella partita”.