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Solito attribuire un nome alla sua monoposto, Vettel pare avere già un’idea in mente per la SF90

La presentazione della nuova Ferrari è ormai in archivio, il team di Maranello ha mostrato al mondo la SF90 e adesso la spedirà a Barcellona per la prima sessione di test del 2019.

Un appuntamento importantissimo per Sebastian Vettel, impaziente di scoprire il potenziale della propria monoposto e il livello della concorrenza. Interrogato sull’aspetto della SF90, il tedesco si è sbilanciato e non poco, svelando anche il possibile nomignolo che sceglierà in questa stagione per la sua macchina: “Mercedes e Red Bull sono belle ma non sono rosse, la nostra macchina è la più bella di tutte. Spero anche la più veloce, dopo averla vista ho avuto subito una voglia matta di guidarla. La colorazione è una novità, questa volta potrei chiamarla Matt (opaco in inglese), ma la vera bellezza è nascosta sotto la carrozzeria, meraviglie che non potete vedere.

L’arrivo di Leclerc? Tra compagni di squadra ci si osserva e si lavora insieme, con Kimi ha funzionato bene perché abbiamo sempre avuto un feeling molto simile in merito al comportamento della monoposto” le parole di Vettel a Motorsport.com. “Non ho alcun dubbio sulla velocità di Charles, credo che impiegherà poco ad essere lì, in pista però non avrò bisogno di ricordargli che vorrò essere più veloce di lui, e viceversa. Negli ultimi due anni ci siamo avvicinati all’obiettivo, penso che le cose nel complesso si stanno muovendo nella giusta direzione. Mattia al timone della squadra non è una rivoluzione, ma una progressione naturale“. Riguardo al proprio futuro, Vettel svela: “credo sia risaputo che il mio contratto scadrà alla fine al 2020. Sono molto felice qui, ed ovviamente il mio obiettivo è vincere il campionato. Siamo stati vicini, ma non quanto avremmo voluto, quindi c’è ancora del lavoro da fare, ma è per questo che sono qui. Mi piace guidare, amo guidare, ho una grande passione per la guida, ma oltre a questo aspetto ho una grande passione per questa squadra, per la Ferrari, che è rimasta la stessa sin dall’infanzia. Da parte mia è abbastanza chiaro perché sono qui, e quali sono i miei obiettivi“.