TOP - Binotto: la riorganizzazione tecnica messa in atto da Binotto ha dato immediatamente i suoi frutti, permettendo alla Ferrari di risalire la china e competere con la Mercedes. Le voci che lo volevano al posto di Arrivabene, confermano la bontà del suo lavoro. 'Sorpresa'. LaPresse/Photo4

Mattia Binotto parla a margine della presentazione della nuova SF90: il team principal Ferrari ha analizzato tutte le novità apportate alla monoposto rossa

La presentazione della nuova Ferrari è andata in scena oggi, facendo emozionare tutti i fan della scuderia del cavallino rampante. La SF90 presenta una livrea tutta da scoprire e caratteristiche aerodinamiche e tecniche del tutto innovative. A spiegare ai supporter del team di Maranello i dettagli della monoposto, che tenterà di vincere il campionato del mondo di Formula Uno 2019, il nuovo team manager.

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Sulla nuova vernice della Ferrari, Mattia Binotto ha spiegato: “il motivo non è estetico, ma esclusivamente tecnico. Eliminando la parte lucida si guadagna qualche centinaio di grammi, il che può sembrare poco, ma quando si spinge così al limite anche questo ha un senso. Quando parlo di evoluzione vuol dire che i principi fondamentali della vettura sono rimasti invariati. Ma è chiaro che abbiamo spinto per migliorare ogni dettaglio, credo che non ci sia un solo pezzo uguale al 2018. Spingere vuol dire provare ad andare oltre i limiti precedenti, e quelli che abbiamo raggiunto credo che siano molto vicini ai limiti naturali della vettura”.

“La nuova aerodinamica, imposta dal regolamento tecnico, renderà le monoposto meno guidabili sul fronte aerodinamico, ovvero più sensibili al variare delle condizioni: l’altezza da terra, il vento laterale, o altro. – ha aggiunto il 49enne di Losanna a motorsport.it – Credo che chi avrà fatto il miglior lavoro in questo senso, ovvero rendere la vettura il più possibile consistente e prevedibile per il pilota, avrà raggiunto un buon traguardo”.

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Abbiamo analizzato quanto è accaduto, cercando di capire e porre rimedio. – ha detto Binotto pensando allo scorso anno – È un normale processo di apprendimento, di crescita, e sono convinto che oggi siamo più forti dello scorso anno, poi ovviamente dobbiamo sperare che questa crescita sia sufficiente a garantirci il raggiungimento dell’obiettivo finale. Il mio dovere è quello di procedere con continuità. Nelle passate stagioni non abbiamo vinto, ma non siamo stati neanche molto lontani dall’obiettivo, quindi non era necessario fare delle rivoluzioni. Qui non c’è un giocatore che scende in campo per sé stesso, ma un gruppo di piloti e tecnici. Nelle ultime stagioni sono stato concentrato totalmente sulla parte tecnica, mentre adesso che la mia responsabilità è più ampia, il mio primo dovere sarà quello di mettere i nostri piloti nelle migliori condizioni per dare il massimo. L’obiettivo è quello di lavorare in un contesto sereno, scendere in pista con la voglia di far bene e divertirsi. L’hastag #essereFerrari è indicativo: lo spirito di squadra è fondamentale”.

Sull’organizzazione interna alla scuderia Ferrari, poi il team manager ha precisato: “non ci sono rivoluzioni, ma ci sono stati dei cambiamenti, ad iniziare dal reparto comunicazione. C’era la volontà di voltare pagina, di guardare alla comunicazione in modo diverso collaborando con i media, ognuno nel proprio ruolo”. “Non c’è un elemento critico, un qualcosa che oggi faremmo diversamente. – ha aggiunto – Siamo convinti delle scelte fatte, poi sarà la pista ad esprimere il verdetto finale. Credo che il packaging, l’installazione della power unit e tutto il lavoro fatto sotto il cofano, sia stato svolto molto bene. È un risultato non visibile, ma se osservate quanto è stata rastremata la cupola, o quanto quanto sembra più ampia la pinna vi fate un’idea. Non è la pinna ad essersi alzata, ovviamente, ma il cofano ad essere più basso. La monoposto è generalmente più ‘magra’, il roll-hoop è più stretto senza aver aumentato la superfice dei radiatori, quindi anche sul raffreddamento si è lavorato tanto”.

Ovviamente, ogni tecnico vuole vedere cosa fanno gli avversari, si osservavo i dettagli, si confrontano le soluzioni altrui con le proprie. – ha spiegato Binotto  – Credo che i nostri avversari principali resteranno Mercedes e Red Bull, e sono due monoposto molto belle, si deduce tanto impegno dietro le loro vetture, e sono due macchine molto belle. Ma non credo che il nostro impegno sia stato da meno, siamo pronti al confronto in pista”.

Avere una coppia di piloti così competitivi non credo che sia un problema, ma un’opportunità. Sebastian ha ben poco da dimostrare, e resta la nostra guida. Charles ha ancora da imparare, come ha sottolineato lui stesso, ma sappiamo quanto talento ha. Credo che sia normale, soprattutto all’inizio della stagione, che se ci saranno situazioni particolari la nostra priorità possa essere Sebastian, è lui la guida su cui puntiamo in chiave campionato. Fermo restando, però, che la priorità assoluta è far vincere la Ferrari. Comunque spero di avere un problema del genere… ovvero due piloti da gestire nelle prime posizioni!”: ha concluso il team principal Ferrari.