Koulibaly
Marco BERTORELLO / AFP

Rigettato il ricorso di Koulibaly per le due giornate di squalifica: il Presidente della Corte d’appello Figc spiega le motivazioni della decisione

Tutta la mia solidarietà alla persona per i cori, ma serve il rispetto delle regole. Le regole non le possono cambiare i giudizi“. Lo dice Piero Sandulli, presidente della Corte d’appello della Figc, in merito alla decisione di non accogliere il ricorso del Napoli, confermando le due giornate di squalifica a Kalidou Koulibaly. Ai microfoni di Radio Crc, Sandulli non nasconde poi la sua “meraviglia che chi ha posizioni di rilievo non si dia da fare per migliorare le regole”.

Tutta la solidarietà umana, ma l’atleta lo sa, tanto che si è scusato più volte, che quell’applauso non andava fatto“, aggiunge riferendosi al gesto del giocatore nei confronti dell’arbitro Mazzoleni che ha causato la sua espulsione contro l’Inter. “Le reazioni del Napoli? Io credo che si debba costruire tutti insieme, per riuscire a migliorare l’ambiente. Non si può parlare di occasione perduta, le occasioni si creano tutti insieme. Ieri la corte ha detto al presidente che è pronta a collaborare, lì dove possibile, non nel corso dei giudizi“.

Secondo Sandulli il particolare stato d’animo del difensore, preso di mira dai tifosi nerazzurri con ‘buu’ razzisti, “non può costituire una scusante“. “Siamo tutti Koulibaly? Dal punto di vista umano sì, ma non dal punto di vista tecnico. L’arbitro va rispettato anche quando sbaglia. Il giudizio di ieri dobbiamo continuarlo a legare alla fattispecie concreta. Io ho tutto l’affetto umano che gli ho rappresentato in udienza. L’intera corte è stata vicina affettivamente all’atleta. Non è più possibile che ci siano problemi di carattere razziale nel terzo millennio“. (Spr/AdnKronos)

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