Koulibaly
Marco BERTORELLO / AFP

Il difensore del Napoli è tornato a parlare di razzismo, sottolineando come la Francia sia molto più avanti dell’Italia

Io simbolo contro razzismo? Mi fa piacere sì e no, da una parte questo mi fa piacere, dall’altra però mi dispiace perché credo che siamo tutti uguali, penso che non dovremmo avere bisogno di lottare contro le discriminazioni. Se oggi dobbiamo lottare ancora contro le discriminazioni vuol dire che abbiamo fatto dei passi indietro”.

Cafaro/LaPresse

Sono le parole rilasciate da Kalidou Koulibaly in una intervista sul profilo Facebook del Napoli: “dopo la vicenda di San Siro sono successe molte cose positive, la mia famiglia mi è stata molto vicina e mi ha fatto piacere, è stato importante per me, e poi ci sono stati tanti messaggi di amici e di persone che magari non conosco personalmente. Sono stati 20 giorni di sostegno molto importante. Sono successe delle cose negative ma alla fine il sostegno che ho avuto non lo dimenticherò mai perché mi fa piacere e mi ha fatto maturare molto. Penso che prima non avrei risposto così. La lotta alle discriminazioni è un valore che dobbiamo insegnare fin dalla scuola primaria. A mio figlio non glielo devo neanche dire. Penso che non ne abbia bisogno ma quando hai un figlio è difficile dovergli spiegare cos’è il razzismo. Per i bambini è normale la diversità e dovremmo essere tutti così, consapevoli che siamo tutti diversi ma, al contempo, tutti uguali. In Francia non ho mai avuto problemi, forse sono un po’ più avanti. In Italia all’inizio (il razzismo) non l’ho percepito, poi ho sentito i cori contro i napoletani e mi è spiaciuto tanto perché è una bellissima città. E’ una lotta giusta e che la gente deve capire“, conclude. (Int/AdnKronos)

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