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Andy Murray propone dei cambiamenti interessanti riguardanti la regola del MTO: coach in campo e forfait del servizio dell’avversario

Costretto ad un 2018 passato più in infermeria che in campo, e anche per questo avaro di gioie e soddisfazioni, Andy Murray non ha di certo perso contatto con il mondo del tennis. Lo scozzese ha continuato a seguire il suo sport preferito, interessandosi di problematiche e polemiche che hanno caratterizzato gli ultimi periodi. Ad esempio, in merito al MTO, Murray ha parlato della possibilità di introdurre nuove dinamiche interessanti. Spesso capita che il timeout medico venga chiamato anche per un lieve (o inesistente) fastidio, giusto per spezzare il ritmo dell’avversario e prendersi un vantaggio. Murray ha proposto due soluzioni particolari:

  1. Se un giocatore vuole andare in bagno o chiedere un medical timeout, allora il suo/sua avversario/a può chiedere l’intervento del suo coach in campo per chiedere consiglio durante tutta la durata del break. In questo modo si limiterebbe il vantaggio ottenuto dall’aver spezzato il ritmo/momentum. La TV lo amerebbe e gli darebbe qualcosa di cui parlare durante la pausa.
  2. Se un giocatore vuole chiamare un medical timeout, deve rinunciare al punto sul prossimo servizio dell’avversario, quindi quando ricomincia la partita deve riprendere il servizio. Penso che i giocatori chiamerebbero il fisio/dottore solo se strettamente necessario in questo scenario.