Spoelstra
ZumaPress

Il futuro non promette grandi sorprese per i Miami Heat che non intendono schiacciare il bottone del rebuilding

La situazione in casa Miami Heat non è molto confortante. Nonostante il record di 13-16 mantenga la franchigia della Florida ad una vittoria dal piazzamento Playoff dei Magic, è il futuro della franchigia a destare la maggiore preoccupazione. Monte ingaggi intasato da contratti onerosi dati a giocatori di medio alto livello, nessun top player fatto e finito in squadra (ad esclusione di Wade all’ultimo anno di carriera), nessuna scelta interessante al Draft e una prospettiva che nella migliore delle ipotesi farà arrivare gli Heat al primo turno dei Playoff. Un limbo dal quale si può uscire solo in un modo: smantellare la squadra, ottenere scelte e rifondare da zero. Ma il presidente Pat Riley di rebuilding non ne vuole sentir parlare. Ai microfoni di ‘The Crossover’, coach Spoelstra ha sintetizzato la posizione della società al riguardo: “quante franchigie sono rimaste competitive negli ultimi 24 anni? Noi siamo una delle poche insieme ad altre tre o quattro. Le squadre che perdono continuamente per accumulare scelte non sempre riescono a ricostruire una buona squadra. Noi giochiamo per vincere, ogni notte. Per me questa è l’unica cosa che conta, il resto sono solamente stronzate”.