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Joakim Noah svela il motivo delle sue pessime annate in maglia Knicks: il francese si è detto ‘troppo figo’ per giocare in una città piena di distrazioni come New York

Quando Joakim Noah arrivò a New York, i Knicks erano sicuri di aver acquisito uno dei migliori centri della lega. Peccato però che, col senno di poi, l’arrivo del francese nella Grande Mela si è rivelato un clamoroso buco nell’acqua. Un quadriennale da 72 milioni per giocare solo 53 partite in totale, tanti infortuni, un test antidoping fallito e tante divergenze con gli allenatori hanno fatto finire Noah fuori squadra. Passato recentemente ai Grizzlies, il figlio del tennista Yannick Noah, ha spiegato come in realtà fosse la sua popolarità, unita alle tante distrazioni di una città come New York, il motivo alla base della sua pessima avventura ai Knicks: “posso anche guardarmi indietro e dire che ero pronto alla città di New York, ma la verità è che non lo ero. Non alla pressione che ne deriva. Mi ricordo che dopo la prima partita avevo qualcosa come sessanta persone a casa mia. Troppo per me. Memphis è perfetta. Quando sono stato cacciato dalla squadra, era la settimana della moda di New York, mi pagavano un sacco di soldi e non sapevo dove andare. Quindi ho dovuto prendere una decisione su come vivere la mia vita, perché se avessi continuato in quella direzione sarei rimasto a New York e non sarei arrivato qui”.